Archivio per la categoria ‘Uncategorized’

Visto che ormai non se ne parla piu’ tiriamo lo somme con quello che abbiamo.

L’intervista al capo della “swat” Norvegese.

http://www.spiegel.de/international/europe/0,1518,778026,00.html

in cui si parla del Ruger e della Glock. Ci sono alcuni passaggi un po’ surreali. A quanto pare l’elicottero ufficiale della swat era a riparare (“serviced”). Per cui contattano i militari per poter usare i due elicotteri che al momento erano in servizio su Oslo (dove si trovava anche la swat). Alla fine pero’ salgono tutti sul “Mercedes van” e si dirigono verso Utoya. Il capo rimane a Oslo a dirigere le operazioni(?). Nel frattempo sperano di incrociare l’elicottero che li sta inseguendo e che dovrebbe essere partito piu’ o meno nello stesso momento. A tre quarti del percorso si fermano in cima alla collina, GUARDANO in cielo (“gazed skywards”) e non vedendo l’elicottero decidono di ripartire.
Era il 1891 quando iniziarno i primi esperimenti di Tesla sulla trasmissione di onde elettromagnetiche. Circa 20 anni dopo Marconi effettuava le prime prove di trasmissione trans-atlantica. Da allora i sistemi di comunicazione radio hanno fatto passi da gigante e si suppone che la “swat” norvegese almeno un cellulare lo avesse.

Quindi dicevamo, scrutano il cielo, fanno segnali con gli specchietti, qualcuno appoggia l’orecchio sui binari della ferrovia e poi risalgono tutti sul furgone.
Arrivano quindi al molo dove il poliziotto locale ha preparato tutto quanto (quindi il telefono lo hanno!) ma ha scelto una barca troppo piccola(!):
– ma come Hans, non ti avevamo detto che eravamo in 8?
– No Andres, pensavo veniste con la Punto e che foste in 5.

Insomma salgono lo stesso, il motore si rompe(!), tornano indietro, spuntano fuori ben due motoscafi (“speedboat”) talmente fighi che Andres dice “We got to the island even faster by speedboat,”. Ricordo che la distanza terra/isola la si percorre in 1 minuto e mezzo di gommone.
Nel frattempo Marcel Gleffe effettua 4 o 5 viaggi avanti e indietro salvando 20 persone, prima di essere fermato dalla polizia (immagino per la sua sicurezza).

La swat arriva sull’isola, anche qui ci sono dei particolari discutibili ma ve li risparmio. Da quello che trovano comunque si deduce che l’attentatore si sia recato sull’isola nei giorni precedenti per preparare del materiale. Il campo estivo era iniziato il 19 luglio, tre giorni prima.

http://auf.no/-/page/show/utoya?sandbox_id=1063610&ref=mst

Una domanda che rimane e’: perche’ la polizia normale non e’ intervenuta? Era disarmata? Non aveva un’arma nemmeno nel cofano dell’auto? Un conto e’ la situazione dell’individuo barricato in casa dove aspetti la swat perche’ tanto la situazione e’ in stallo. Un’altro e’ avere una sparatoria in corso, con dei civili che prestano soccorso, e la polizia che resta sulla riva a guardare. Mi stupisce persino che i cacciatori della zona non abbiano preso i fucili e una barca e non siano andati a vedere.
Si puo’ pensare che essendo la swat gia’ in arrivo sia stato dato l’ordine di non intervenire, ma la cosa mi sembra quantomeno spietata da parte della polizia (considerando poi che sull’isola si trovavano anche i figli del presidente e di altre personalita’ politiche e regali).

Tornando alle armi in articoli come questo

http://www.wjla.com/articles/2011/07/anders-behring-breivik-norway-rampage-suspect-expects-life-in-jail-64166.html

troviamo frasi di questo tipo:

“Police have said Breivik used two weapons during the rampage – both of which were bought legally, according to the manifesto. ”

Al solito, la dichiarazione della polizia viene integrata con le informazioni del manifesto e alla fine non si capisce piu’ nulla.
Come gia’ detto sto cercando in ogni modo di non considerare le informazioni del “manifesto”, altrimenti sapremmo che la richiesta per il Ruger mini l’ha fatta nel settembre 2010 e ci si potrebbe chiedere: quindi aveva un fucile da meno di un anno? Prima con cosa sparava visto che pare sia andato al poligono per due anni? Armi a noleggio? La Glock arriva a gennaio 2011. Ma il “manifesto” non voglio prenderlo in considerazione come fonte.

Secondo quest’altro articolo

http://thetruthaboutguns.com/2011/07/robert-farago/notes-from-norway-anders-breivik-european-police-and-gun-control/

“The police still don’t want to give out details.”

– Police released few additional details about Breivik’s tactics or motives. Sponheim [il capo della polizia] declined to say what kind of weapons had been used or how Breivik reached the island, though some witnesses said he used a regular ferry to cross the fjord from the mainland.

(Nota a margine: in base agli orari del traghetto non erano previste corse verso le 17. Pero’ e’ possibile che essendoci il campo estivo avessero modificato gli orari, o che abbia fatto richiesta in quanto poliziotto, anche se a bordo c’erano altri passeggeri).

Da un lato e’ dettaglio poco importante sapere esattamente quali armi siano state usate e penso che sia normale che non compaia nei giornali mainstream. Ma quando poi anche su numerosi blog e forum di armi si discute della questione mi viene da pensare che ad oggi, effettivamente, non ci sia ancora stato un comunicato ufficiale della polizia a proposito.

Morale: non sappiamo che armi abbia usato.

La notizia di esplosivi trovati su Utoya nell’auto di Breivik e’ stata nel frattempo smentita(?).

Nella rubrica delle “speculazioni libere” riporto un paio di notizie:

– They [la polizia] meanwhile said earlier on Monday they had gathered all the mobile phones, computers and cameras found on Utoeya as evidence, and were analysing them to trace the killer’s movements on the island.

Perche’ sequestrano tutti i cellulari? La si puo’ leggere in tanti modi. O perche’ e’ normale pratica o per verificare se ci fossero coinvolte altre persone o per nascondere eventuali prove di eventuali cose da nascondere.

– Il super-terrorista che, secondo il memoriale, lavorava 9-10 ore al giorno, faceva due ore di palestra, studiava come costruire le bombe, andava al poligono, andava in giro per l’europa a cercare le armi, scriveva un diario in perfetto inglese di 1500 pagine e che, al primo tentativo, mette a segno due attentati di cui uno il piu’ grande della storia…sotto sotto era un cretino:

http://www.ilpaesenuovo.it/le-news/tempo-reale/22239-1141-norvegia-incidenti-ed-errori-hanno-impedito-strage-piu-grave.html

Insomma, sbaglia a mettere la bomba e un incidente stradale gli blocca la strada. Da un lato pero’ rende il tutto piu’ credibile: qualcosa ha sbagliato pure lui.
Si noti pero’ che l’incidente stradale e’ avvenuto mentre si recava a Oslo, quindi prima della bomba.
Quindi l’incidente stradale non serve a spiegare il buco di circa un’ora nella timeline dell’attentatore: che cosa ha fatto dalle 15.35 alle 16.57 quando poi ricompare per imbarcarsi sul traghetto? La distanza Oslo-Utoya si copre in circa 30 minuti.
Invece l’articolo precedente sulla “swat” ci diceva “A traffic jam prevented him from getting there quicker, and possibly killing even more people.”. Quindi si parla di un secondo “traffic jam”? Prima incidente stradale alle 14.19, poi traffico dopo le 15.35 andando verso Utoya (e questo ci puo’ stare visto che c’e’ appena stata una bomba, anche se le 16 non e’ un orario di punta).
Ma se c’era traffico sulla strada Olso-Utoya verso le 16 poi alle 17.30 era gia’ tutto libero? Infatti il Mercedes della swat viaggia libero e spedito.
Magari e’ un errore del giornalista che ha capito male.

– L’attentatore ha dichiarato di aver telefonato alla polizia dall’isola dicendo: “missione compiuta”

http://www.hindustantimes.com/Breivik–told-cops-mission-accomplished/H1-Article1-727759.aspx

– Le dichiarazioni dei presidenti:

– “You won’t destroy us,” he said. “You won’t destroy our democracy. We are a small but proud nation. No one can bomb us to silence. No one can scare us from being Norway. This evening and tonight, we’ll take care of each other. That’s what we do best when attacked.”

Con un enorme dubbio circa la correttezza della traduzione mi colpisce l’utilizzo della forma plurale: voi chi? Dichiarazione fatta a caldo, dopo la bomba, da parte del presidente Norvegese.
Da oltremare gli rispondono:

– President Barack Obama extended his condolences to the victims of the violence in Norway, saying the incidents are “a reminder that the entire international community has a stake in preventing this kind of terror from occurring.”

http://www.politico.com/news/stories/0711/59679.html

– Questo il video da cui e’ tratto il famoso fotogramma che ritrae l’attentatore

Dal secondo 23 compare per pochissimi istanti. Sembra che l’operatore non si sia reso conto di cosa stesse riprendendo e dopo pochissimi secondi cambia inquadratura. Fortunato e sfortunato allo stesso tempo.

Fine aggiornamento.

Annunci

Confusione

Riassumo numerosi articoli scorsi in questi giorni in una parola sola: confusione.

Gli elementi “consolidati” di questa storia sono veramente pochi e, come si diceva, la maggior parte sono inquinati dal “mega diario” che descrive in dettaglio tutto cio’ che ci si possa domandare.
Se ci si fida di quello allora ottimo, sappiamo gia’ tutto: armi, munuzioni, in che data sono state acquistate e perche’. Altrimenti tutto diventa un gran casino perche’ queste informazioni vengono mescolate liberamente con quelle reali.

Prendiamo ad esempio l’arma. Dal diario sappiamo che possedeva un Ruger mini-14 che viene prodotto in diverse versioni e forse e’ proprio quello che compare nella foto con la muta da sub (foto presente in coda al diario). Sempre in questa foto il fucile monta un grosso caricatore e nella cintura potrebbe averne infilati altri. Che stesse facendo la prova bagagli?
Nelle testimonianze troviamo invece:

Then, witnesses say, he raises his assault rifle and opens fire with bursts of automatic fire.

cioe’ “raffiche di fuoco automatico” che fanno pensare ad un mitragliatore. Di fatto e’ possibile convertire il mini-14 per il fuoco a ripetizione ma in attesa di un rapporto della polizia che eventualmente lo confermi e delle foto delle armi usate questa rimane una prima incongruenza.

In tutto questo si inserisce il problema della traduzione dal norvegese:

“He had a machine gun, but it wasn’t set to automatic fire, it was on single shot. He wasn’t shooting like crazy or to make panic, he was shooting to kill people, with single bullets.”

Quanto e’ affidabile quel “machine gun”? Se il traduttore dal finlandese non ha una competenza specifica sulla terminologia delle armi e’ possibile che un fucile automatico, a colpo singolo, sia diventato una “machine gun” solo perche’ automatico.
L’espressione “bursts of automatic fire” pero’ sembra molto meno ambigua.

Abbiamo poi la testimonianza di Roberg-Larsen

People at the camp said the man arrived Friday on the boat that ferries visitors across the 3/4-mile of water from the mainland and told campers that he was carrying out a security check”[..].
“After just a few minutes, he took a handgun and started to shoot people,” Roberg-Larsen said. “A panic broke out; people tried to hide; some jumped into the water and tried to swim ashore.”

Dalla quale sembrerebbe che il primo attacco sia stato invece portato con una pistola.

L’informazione relativa al servizio militare e’ anche quella dibattuta: c’e’ chi dice abbia svolto il servizio di leva e c’e’ chi dice sia stato esentato.

E cosi’ per tutto il resto. Le vittime sono 68 e 66 feriti, ma io non ho trovato dettagli che si possano utilizzare per ripetere il calcolo iniziale in modo piu’ preciso.

Ci vorra’ probabilmente qualche settimana prima che arrivino informazioni piu’ precise.

Frammenti sparsi

Riporto un po’ di voci sparse trovate in giro:

Quanti erano?

Norwegian police have evidence that at least two terrorists have shot against the visitors on Utoya island, Norwegian public television announced.
Journalists from the television channel reported that many of the victims interviewed told for two strikers, not one, as considered so far.

– bt.no get last night announced that the perpetrator was talking in the headset during the massacre. This will be a number of eyewitnesses have observed. Whether this indicates that more can be shot, is still an open question.
– A 23-year-old neo-Nazi from Paradise is in custody after police found two pistols, one kg explosives and two police uniforms with him.

Lento o veloce?

– “He saw someone run into their tent and he just slowly went to the tent, opening it and shot the people in the tent. He had been very prepared for this. He said he would kill us all and everyone shall die.”
– He approached, two metres away. He was kicking people to see if they were alive or dead.
– Anche lui, come tanti altri testimoni, parla della freddezza con cui Breivik ha concretizzato il suo piano: “Era così calmo, camminava in giro, non ha mai corso, non ha mai urlato”
– Others who played dead were killed where they lay by the meticulous killer who checked his victims for signs of life before moving on, roaming the island and shooting everyone he could find
– Witnesses say the gunman enters a village of tents, the residential heart of the weeklong retreat, and spots desperate individuals hoping he’ll spare them if they run back inside their homes. But the killer is seen working his way tent by tent, shooting many point-blank, one by one.

Abbiamo poi la telefonata

– We were informed by radio of a bombing in Oslo, so we gathered all 700 people on the island together to tell them.
A couple of minutes later we got a phone call to say one policeman was coming on to the shore to see us[…]
I went to the coffee shop to get supplies for everyone. I then heard gun shots and could see people running. As they were running, they were shot in the back.[…]
I ran through the campus to the tent area. I saw the gunman – two people started to talk to him and two seconds later they were both shot.
– When he arrived, about 600 people were there, most gathered in the main assembly building for a briefing on the bombing. Many came from political families and were frantically trying to get a hold of relatives who worked at the site of the blast.
– When he arrived, about 600 people were there, most gathered in the main assembly building for a briefing on the bombing.

In qualche modo pare che la notizia non si sia diffusa immediatamente per l’isola, ma il “trucco del poliziotto” sia stato utilizzato piu’ volte.

La media

La media e’ una bestia strana. Riuscire a mantenere una buona media significa lavorare bene per tutto il tempo come chi abbia provato a fare un record di velocita’ sa bene. E basta un piccolo rallentamento per rovinarla in modo irreparabile.
Vediamolo con degli esempi. Se l’assassino avesse fatto 20 vittime nel primo minuto si sarebbe ritrovato con una media, fino a quel momento, di 20 al minuto. A quel punto avrebbe dovuto pero’ difenderla per i restanti 89 minuti eguagliando in ogni minuto il risultato.
Se gia’ avesse impiegato 2 minuti prima di trovare la vittima successiva sarebbe sceso a 7. Altri 4 minuti a vuoto e siamo a 3 di media. Di nuovo da conservare per 83 minuti.
In pratica il fatto che in alcuni momenti possa aver trovato piu’ persone raggruppate non esclude il fatto che nel resto del tempo debba di fatto aver conservato una media molto vicnia a quella finale.
Se ad esempio avesse fatto 20 vittime al primo minuto e poi una ogni minuto la media finale sarebbe stata di 1,21. Se anche aggiungessimo altri due gruppi da 10 la media diventerebbe 1,41. In pratica gli 87 minuti restanti sono talmente tanti rispetto ai 3 eccezionali che condizionano moltissimo il risultato finale.

Il punto del discorso e’ che una media di una vittima al minuto implica che questa sia stata “rispettata” per tutto il tempo. I “picchi” sicuramente aiutano, ma non riescono a stravolgere questo fatto.

In attesa di numeri piu’ precisi sospendo il giudizio: se tante cose adesso dubbie fossero andate in un certo modo (numerosi affogati, pochi feriti da arma da fuoco, ecc.) sarebbe in fondo anche possibile che abbia fatto tutto da solo.

Qui c’e’ una ricostruzione del percorso fatto (in giro ce ne sono altre leggermente diverse)

Un eventuale prossimo aggiornamento se e quando ci saranno informazioni migliori.

P.S.
Alcune citazioni non sono linkate perche’ mi sono dimenticato di farlo. Se volete risalire all’originale potete prendere un frammento significativo del testo e cercarlo su google.

La strage di Oslo/Utoya

Pubblicato: luglio 25, 2011 in Uncategorized

Non ho letto niente sulla bomba, ma solo sulla sparatoria sull’isola di Utøya. Il resto della mail sara’ inevitabilmente un po’ cruda.

In breve, l’attentatore solitario, travestito da poliziotto, avrebbe ucciso circa 90 persone e ferite altrettante (il numero esatto non e’ ancora stabilito) con una pistola e un fucile (anche qui non e’ del tutto chiaro).

Qui una foto dell’isoletta, boscosa, grande la meta’ del monte stella.

Google maps: http://bit.ly/q7Ip9x

Sarebbe sbarcato dal traghetto e dopo aver estratto le armi da una borsa avrebbe iniziato a sparare. Sull’isola erano presenti 500/600 persone.

La cosa che non mi convince sono i tempi: l’intera vicenda sarebbe durata circa 1 ora e mezza, cioe’ 90 minuti.

Il che significa, contando anche i feriti, una vittima ogni 30 secondi.

L’assassino non aveva fatto il servizio di leva e non risultano altri addestramenti militari/sportivi. Sparare ad un bersaglio in movimento non e’ banale.
Pare avesse un fucile Ruger Mini-14 e una pistola (anche se alcune testimonianze, nella traduzione inglese…, parlano di shotgun).

Il travestimento da poliziotto puo’ averlo aiutato all’inizio, facendo in modo che le vittime gli andassero incontro, ma una volta sparati i primi colpi l’effetto sorpresa si perde.
Da quel momento in poi mi aspetterei che le vittime scappino in direzione opposta a quella da cui provengono gli spari, senza far troppo caso all’abito.

Se gli concediamo un’eccezionale precisione di tiro di un centro ogni due colpi (50%) significa aver sparato un colpo ogni 15 secondi, interrotto solo dal tempo per ricaricare l’arma.
Per farsi un’idea di quel 50% basti pensare che per ottenere il massimo riconoscimento di tiro nel corpo dei Marine basta mettere a segno il 61% di 65 colpi sparati in varie condizioni (in piedi, accovacciati, sdraiati) a distanza di 200/300 metri.
Solo 20 colpi di questi 65 sono a fuoco rapido, nelle altre prove hanno a disposizione circa un minuto per ogni singolo colpo. I bersagli sono tutti statici.

Tutto questo richiederebbe almeno 360 colpi, cioe’ 72 caricatori da 5 colpi, 36 da 10 o, se reperibili, una ventina da 20 o 30 colpi (credo siano caricatori militari).
Un caricatore da 5 colpi misura 6,2×5,7×2, piu’ ho meno come un pacchetto di sigarette togliendo la parte che si apre, per un totale di 5 litri di volume per 5 kg di peso.
Dobbiamo quindi ipotizzare che portasse con se’ tutto cio’ e che riuscisse ad estrarre da questo “zaino” i caricatori e ricaricare, sempre tenendo una media di un colpo ogni 15 secondi.

Il tiro utile di quel fucile e’ di 300/400 metri. Ci vogliono 2 minuti scarsi per percorrere 500 metri correndo. Questo implica che dopo 2 minuti nessun bersaglio e’ piu’ a tiro e serve correre per raggiungerli. E correre e sparare sono due cose che non vanno d’accordo.

Secondo alcune testimonianze avrebbe ucciso le vittime con due colpi: uno da lontano e uno alla testa, perdendo quindi tempo per avvicinarsi e lasciando tempo alle altre vittime per allontanarsi.
In almeno due testimonianze l’assassino avrebbe risparmiato le sue vittime dopo aver ascoltato le implorazioni di queste. In altre la descrizione dell’assassino non corrisponde a quella dell’accusato.

Alcune testimonianze parlano di colpi che provenivano da due direzioni. Se anche ipotizzassimo la presenza di due attentatori avremmo per ognuno di essi una media di un colpo a segno ogni 30 secondi, sempre con una precisione eccezionale del 50%.

Il precedente record di “mass killing” e’ di 57 vittime e 37 feriti in 8 ore.

Che dire? L’ipotesi per me piu’ probabile e’ che fossero coinvolte almeno 5/10 persone addestrate, in modo da avere 75/150 secondi a disposizione per ogni vittima.

http://en.wikipedia.org/wiki/Ruger_Mini-14
http://en.wikipedia.org/wiki/5.56x45mm_NATO
http://www.usmcweapons.com/articles/m16/m16%20Qual/currentcourse/currentm16qual.html
http://www.vg.no/nyheter/innenriks/oslobomben/artikkel.php?artid=10080627
http://en.rian.ru/world/20110723/165350450.html

Genova 2011

Pubblicato: luglio 24, 2011 in Uncategorized

“Dunque quello andato in scena ieri per le vie di Genova, più che un corteo commemorativo dei fatti orrendi del G8 del 2001 era un corteo funebre: si celebravano le esequie del popolo No Global.”

Ahime’, mi trovo a leggere proprio su Libero(!) una sintesi di quello che penso su Genova 2011.

Nel 2001 a Genova si e’ combattuta l’ultima battaglia del movimento No-Global. Movimento probabilmente spontaneo, anche se certamente ancorato sui vecchi movimenti di sinistra, internazionale, che si rivolgeva pero’ contro gli obiettivi veri: il WTO e soci e la globalizzazione in senso capitalistico/predatorio.
E a Seattle prima e a Genova poi il movimento ha perso. Non ha ottenuto i suoi obiettivi, le manifestazioni di protesta sono state definitivamente associate alla violenza e al pericolo di essere pestati dalla polizia stroncando drasticamente ogni iniziativa successiva o per mancanza di partecipazione o infiltrandola.
I movimenti gia’ ingabbiati dalla trappola(?) della non-violenza diventano ancora piu’ lievi, colorati, allegri. Scompare l’idea di attaccare qualcuno, anche solo simbolicamente violando la “Zona Rossa”: le manifestazioni diventano autorizzate, pacifiche e inutili(*).

Nessuno da allora e’ stato realmente incriminato per i reati commessi a Bolzaneto e di fatto, dopo 10 anni, la notizia continua a non esistere a livello mediatico (e’ trapelato al piu’ qualche dettaglio sulla scuola Diaz). A celebrare tutto cio’ gli stessi metodi di repressione fisica e mediatica continuano ad essere utilizzati proprio in questi giorni in Val di Susa.

Di fatto nel 2011 a Genova si dichiara la resa incondizionata di quel poco che resta del movimento (almeno per la parte italiana).

Consiglio il film-documentario The Corporation, in particolare per la ricostruzione “storica” della nascita recentissima del concetto stesso di corporation.

http://www.imdb.com/title/tt0379225/

(*) Ricorda il meccanismo descritto da Barnard rispetto ai sindacati e alla concertazione: nel momento in cui la protesta diventa meno concreta e piu’ indiretta, di immagine, di contenuti le persone non la capiscono piu’ e la abbandonano (a torto?).

…un motivo ci sarà

Pubblicato: luglio 6, 2011 in Uncategorized

Nei recenti scontri in Val di Susa una notizia mi ha colpito in modo particolare, quella di Fabiano Di Berardino.
In questo post ipotizzo che la sua testimonianza sia veritiera. Lo faccio perche’ mi ha ricordato molto le deposizioni fatte da numerosi testimoni durante il processo per i fatti di Bolzaneto 2001 che potete leggere, in forma quasi integrale, se avete la pazienza per cercarli, su questo sito:

http://www.supportolegale.org/

Potrei sbagliami, ma quello che mi interessa sono le reazioni delle persone alla notizia, quindi in questo caso poco conta che sia vera o falsa.
Quello che mi ha “turbato” non sono i metodi delle forze dell’ordine, dopo essermi accartocciato lo stomaco leggendo i fatti di Bolzaneto ormai li trovo “normali”, quanto piuttosto le reazioni della gente lette attraverso i commenti agli articoli:

– grande polizia,ammesso che sia tutto vero è una vera goduria punire questi assassini o potenziali assassini,non è gente civile nè normale e dovrebbero lavorare si ma a spaccare pietre.speriamo in altre piacevoli notizie

– quello che dice questo tipo tutte palle dai video si capisce bene che avevano intenzioni violente parlo da val susino doveva starsene a casa è non venire a rompere le palle quà

– Non credo a una sola parola! Caxxo ci faceva un’anarchico di BOLOGNA a fare casino nella mia valle??per cosa?a manifestare così giusto per il gusto di rompere, fare bordello e passare una giornata tra alcool e canne?bella roba!! IO vivo in valle,non doveva neanche essere lì, e cmq non credo a ciò che racconta perchè i poliziotti hanno precisi ordini e sicuramente non quello di “torturare”!o magari dovevamo aspettare che morisse proprio uno di qst poliziotti magari sotto i colpi di qualche sassaiola e poi dirgli “poverini, facevano il loro lavoro!”

– stella l’hanno torturato che cattivi questi poliziotti, vediamo facciamo la conta, 188 poliziotti feriti, qualcuno mi sa dire quanti manifestanti sono finiti in ospedale? mi raccomando sig rosso non pubblicare nemmeno questo.

voglio vedere chi di voi rimane fermo se arriva uno come questo in foto e gli scaglia una pierta in testa, tutti bravi a parlare. Biffy ha ragione nessuno gli avrebbe fatto del male se se ne rimaneva a casa sua.
Manca solo il pezzo in Val di Susa per completare la TAV e come al solito noi italiani dobbiamo sempre distinguerci dal resto dell’Europa. Siamo troppo indietro!!!!

– A Genova l’ errore che e’ stato fatto e’ quello che si sta commettendo in questo caso…
LIBERTA’ AI POLIZIOTTI di usare anche le armi perche’ siamo in presenza di delinquenti,non di manifestanti;
ai signori che coprono questi delinquenti faccio presente che con queste azioni (vedi Genova)tanti cittadini hanno avuto enormi danni a strutture ,auto e quant’ altro lasciando perdere la mancata liberta’ di uscire di casa come se si fosse in guerra.
Vergogna prima a chi li difende e poi a loro.

– Neanche lui ha il diritto di tirare sassi o quant’altro contro le forze dell’ordine….
Questo si chiama oltraggio a pubblico ufficiale

– forse è vero se stavi a casa non succedeva nulla,se la polizia ha fatto ciò ha sbagliato.ma chissà tu prima che hai combinato!!!!

– mi dispiace ma non tollero queste notizie perchè se è stato ridotto cosi come sostiene lui un motivo ci sarà se si stava a casa o protestava verbalmente tutto questo non succedeva perchè lanciare sassi, pietre e quant’altro contro le forze dell’ordine che sono persone esseri umani come noi che per 1500 euro a mese devono rischiare la vita per delinquenti come questo ragazzo è una cosa davvero orrenda!! allora che bisogna fare? le forze dell’ordine devono stare fermi impalati a rischiare la vita senza difendersi? beh no mi dispiace, si criticano tanto le forze dell’ordine ma nessuno si rende conto che loro difendono noi e chi provoca danni

Che dire?

La cosa che emerge di piu’ e’ la piena fiducia data alle forze dell’ordine. Fiducia talmente cieca da travalicare il loro ruolo istituzionale promuovendoli a giudici e carnefici.
Qualcosa avra’ certamente fatto, quindi e’ giusto pestarlo. E chissenefotte che nel nostro paese non siano previste pene corporali e chissenefotte che ci si diverta tanto a sputare in testa agli altri paesi dove invece queste sono, anche solo vagamente, previste.
Perche’ qui la violenza non viene giustificata al fine di fermare l’individuo, cosa che nei giusti limiti sarebbe legittima, ma viene giustificata e invocata in termini punitivi. Tutt’altra questione.
Sulla lievissima sfumatura tra violenza pro-arresto e violenza post-arresto non mi soffermo nemmeno, sarebbe chiedere troppo.

Il ragionamente e’ circolare, come in tutte le fedi (e forse come tutti i ragionamenti…): qualunque cosa possano mai fare le forze dell’ordine e’ giustificata, insomma, “un motivo ci sarà“.

Rivoluzioni

Pubblicato: maggio 23, 2011 in Uncategorized

Avviso che questo post sara’ un po’ confuso, e’ frutto di un paio di mesi di riscritture, cancellazioni, revisioni.

Tutti sappiamo delle rivolte del Maghreb e dintorni e dell’invasione, pardon, missione umanitaria in Libia. Non e’ chiarissimo come mai le rivolte non si siano estese molto oltre, al sud-est asiatico o altri. Forse che non abbiano facebook?

Sappiamo per ragionevolmente certo che ci sono organizzazioni pro-democrazia che operano, ad esempio il NED in Egitto, ricevendo un milione e mezzo di dollari di finanziamenti l’anno o il POMED. Per fare cosa? Per informare la gente sui vantaggi della democrazia, sui diritti umani e cose simili. In senso stretto li si dovrebbe classificare come gruppi eversivi (“Che mirano a rovesciare o a distruggere l’ordine costituito di uno Stato”), alla faccia della dura censura e repressione.
Immagino che queste organizzazione facciano un’onesta opera di proselitismo: basandosi su una smisurata produzione hollywoodiana che raffigura l’occidente come il mondo dei sogni hanno gioco facile a fare presa e basta poi un giro in un qualsiasi paese europeo per vedere lo sfavillare di auto e telefonini. O anche semplicemente dare un’occhiata ai turisti in vacanza.
Perche’ in Europa si sta meglio su molte cose, magari meno di quello che ci si aspetta, ma cmq tante. E parlo ovviamente dei paesi “ricchi”, quelli dove la gente ha l’acqua a meno di un km da casa.

Ma perche’ in Europa e in pochi altri paesi del mondo si sta meglio? Riassumo brevissimamente la mia visione:

I paesi “sviluppati” hanno:
– risorse naturali: clima, terreno fertile, legna, minerali, ecc.
– depredato sistematicamente per centinaia di anni altri paesi: risorse, mano d’opera (schiavi)
– sfruttamento della posizione dominante: colpi di stato, pressioni economico/militari, fomentare guerre, ecc.
– moneta forte (giustificato o meno che sia. Espressione usata in senso lato per comprendere anche rating, ecc.)

I paesi meno “sviluppati” hanno:
– poche risorse naturali “importanti” (alcuni magari hanno l’uranio o i diamanti ma non hanno l’acqua)
– vengono depredati di tutto il depredabile da almeno 500/1000 anni (uomini in salute, oro, uranio, petrolio, diamanti, ecc.)
– tenuti in stato di guerra permanente per meglio essere depredati
– moneta debole

Data questa premessa mi chiedo: ma il governo che hanno e’ la causa o la conseguenza della loro situazione? Di certo la democrazia non puo’ far crescere l’erba nel Sahara. Dopo questo truismo degno della peggior PNL chiarisco meglio.
Un governo democratico migliorerebbe davvero le loro condizioni di vita?

Il passaggio dalla monarchia alle prima repubbliche in europa ha coinciso con la prima rivoluzione industriale, con la nascita del proletariato (sia filosoficamente che fisicamente, raggruppato in massa nelle fabbriche), scoperte scientifche varie, insomma, difficile districare, almeno per me, cosa sia causa, cosa conseguenza, cosa remi a favore e cosa contro i miglioramenti reali nella vita della persone (malattie, istruzione, ecc.).
Molto bello questo video sull’evoluzione dell’aspettativa di vita nei diversi paesi negli ultimi 2 secoli.

Il sogno democratico (inganno o meno che sia nella sostanza) e’ facile che nasca nella gente. Vedo quello che e’ ricco, tizio mi dice che e’ grazie alla democrazia…bhe…quasi quasi ci credo. E poi l’idea di poter eleggere e cacciare i propri governanti suona bene.
In altre parole la loro situazione economica/sociale/educativa si sta sviluppando al punto tale da richiedere una forma di governo piu’ adatta (piu’ falsa/nascosta?). Sid Meier docet. O forse e’ semplicemente una questione numerica: la dittatura/monarchia funziona fino a tot milioni di persone alfabetizzate, poi si cambia. Immagino ci siano numerosi studi seri su questi argomenti.

Facciamo un lungo passo indietro. Il motivo per cui un faraone riusciva a restare al potere non era perche’ i suoi soldati erano molto cattivi: il motivo era aver convinto tutta la popolazione del suo diritto divino a governare. A quel punto per il popolo diventava difficile in primo luogo ipotizzare una rivolta. Lo stesso per le monarchie europee e il “sangue blu”. “Io so’ io…e voi non siete un cazzo” era un’idea radicata nella popolazione stessa, piu’ o meno come oggi il rapporto tra la gente “qualsiasi” e i vip.
Oggi per noi e’ molto radicata l’idea che al governo debba andare una persona eletta. Piuttosto che una “estratta a sorteggio” (alla Solar Lottery di P.K. Dick), piuttosto che tramite un super esame/test di intelligenza, tramite un suffragio parziale e cosi’ via. In qualche modo piu’ o meno cosciente accettiamo questo sistema come valido se non ottimo.
Questo e’ vero anche rispetto a molte altre nostre aspettative: quando lottiamo per i diritti sul lavoro pretendiamo di lavorare 8 ore e di essere pagati il giusto. Non, ad esempio, di lavorarne 4 e di essere pagati uguali, cosa che probabilmente sarebbe economicamente possibile (ridistribuendo opportunamente gli stipendi tra le varie fasce/caste). La nostra massima aspirazione e’ cmq una piccola variazione rispetto allo status quo. Recentemente si “lotta” per non perdere i propri diritti piuttosto che per acquisirne di nuovi.
Tornando al nostro faraone la situazione e’ simile: il popolo ha poco ma in qualche modo si autoconvince di aver diritto solo a quel poco, o a poco di piu’ e che sogna di piu’ e’ un matto o un idealista.

La monarchia tutto sommato aveva un vantaggio: mediamente sapevano governare visto che sin da giovani venivano formati per quello ed erano inseriti in un contesto specializzato e di lunga tradizione, un po’ come un medico e’ inserito in un ospedale o un generale nel sistema militare. A differenza dei partiti che hanno strutture piu’ o meno volatili e composte da personaggi spesso improvvisati. Anche escludendo dentisti e avvocati “di corte” e considerando soltanto i politici “veri” quelli che hanno militato nel partito sin da giovani troviamo comunque persone che non hanno avuto una formazione formale e specialistica di governo, per il semplice fatto che tale scuola, che io sappia, non esiste.
Vero e’ che la “macchina statale” esiste e funziona a prescindere dagli eletti di turno, ed e’ il motivo per cui le strade continuano ad essere rifatte e la tasse riscosse nonostante ultimamente vengano elette delle bestie vestite.
Altro grande vantaggio della monarchia era quello di avere requisiti minimi nei confronti della popolazione per funzionare. Per confronto la democrazia richiede: canali di informazione funzionanti per presentare i diversi candidati, soldi e tecnologia per i seggi (stampa delle schede, ecc.), alfabetismo minimo dei votanti perche’ riconoscano i simboli e le domande nei referendum. In assenza di questi elementi la democrazia non e’ praticabile.

Tutto questo, per tornare in tema, che la forma di governo presente in un paese e’ profondamente legata alla situazione specifica di quel paese, con la quale co-evolve.

Il nord Africa ha avuto una forte crescita demografica recentemente, con un raddoppio negli ultimi 30 anni: questo crea disoccupazione (in attesa che nuovi investimenti arrivino per sfruttarla) e abbassa l’eta’ media della popolazione (che ha piu’ energie, meno da perdere, ecc.). Il livello di istruzione e’ aumentato con molti nuovi laureati, i canali di informazione si sono sviluppati presentando ammiccanti alternative alla situazione attuale. Questo crea il substrato per un cambio di regime.

Di fondo pero’ rimane il dubbio se sara’ il cambio di governo in se’ a portare benefici, in che termini, e con quale contropartita.

Si assume spesso che democrazia significhi piu’ ricchezza e anche una piu’ uniforme distribuzione della ricchezza ma in alcuni paesi democratici questa uniformita’ non c’e’.
Non voglio poi aprire il tema della censura e liberta’ di espressione e protesta nei paesi occidentali ma anche su questo ci sarebbe molto da dire. Un esempio al volo:

http://canaledisicilia.blogspot.com/2011/03/bar-vs-media-1-0.html

Tornando a noi, le rivoluzioni pilotate sono cmq anche rivoluzioni popolari. Anche se sicuramente ci saranno 10/20 mila persone pagate per manifestare (es. Marcia Verde, Marocco) queste non vengono attivate a meno di non aver preparato il substrato necessario affinche’ altrettante aderiscano spontaneamente. Penso che senza un supporto reale, anche parziale, del popolo una rivoluzione non possa svilupparsi.
In Iran, nonostante lo spiegamento massiccio di forze, sono rimasti fregati e forse lo stesso sta avvenendo il Libia (che fosse la “NATO” o semplici organizzazioni iraniane pro democrazia). E il substrato lo si prepara con tanto lavoro di onesto proselitismo stile chiesa, testimoni di geova e soci.
La scelta dei paesi su cui investire risorse in propaganda e’ fatta anche in base alla situazione pre-esistente. Nazioni povere stremate dal crollo dell’unione sovietica, zone instabili a causa della crescita demografica e dell’aumento del costo del cibo (naturale o pilotato che sia).

Troppi argomenti assieme da sviluppare, una raccolta di spunti piu’ che altro.

[OT] Il Gatto di Schroedinger

Pubblicato: dicembre 17, 2010 in Uncategorized

Visto che qualcuno ha postato questa perla :)

ho dovuto constatare come non si spieghi mai davvero perche’ si arrivi alla necessita’ di parlare di sovrapposizione di stati e menate simili.

Anche quando lancio una moneta finche’ non interviene un osservatore a guardare il risultato la moneta puo’ essersi fermata su uno qualsiasi dei lati, ma in quel caso nessuno si sogna di parlare di sovrapposizione di stati e di collasso della funzione d’onda nel momento in cui giro la mano.

Come si e’ arrivati a questa complicazione? Provo a riassumerlo con un esperimento immaginario, impostato sulla falsariga del famigerato esperimento delle due fenditure.

Supponiamo di avere un “dado quantistico” a 6 facce. Lo lancio utilizzando un bicchiere e quando lo sollevo trovo il mio numerello. Ottimo. Ripeto l’esperimento 30, 40mila volte, segno su un foglio una crocetta per ogni risultato e ottengo questo

1 xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
2 xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
3 xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
4 xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
5 xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
6 xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

Adesso prendo un secondo dado, li lancio assieme col bicchiere e segno entrambi i risultati su un foglio (senza sommarli). Mi aspetterei ovviamente un foglio col doppio delle crocette piu’ o meno uguale al precedente, invece ottengo qualcosa di molto strano, magari di questo tipo

1 xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
2 xxxxxxxxxxxxxx
3 xxxxx
4 xxxxx
5 xxxxxxxxxxxxxx
6 xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

Insomma i due dadi “interferiscono” tra loro, e magari scopro che il 3 e il 4 non compaiono mai su entrambi i dadi assieme. Aggiungo infine un terzo dado, ripeto l’esperimento e ottengo un grafico ancora differente, dove magari l’1 non esce mai e il 2 esce solo assieme al 4. D’oh!

A questo punto cosa faccio: mi invento un modello dove i dadi non hanno una probabilita’ di fare da 1 a 6, ma un’onda di ampiezza di probabilita’(!) di fare da 1 a 6. Poi mi invento una regola per combinare queste onde costruita in modo da render conto dei fatti osservati.

In pratica sono costretto a dire che dopo il lancio il dado non si e’ fermato banalmente su una faccia ma e’ rimasto in sovrapposizione di stati (che non vuol dire che sia ancora in movimento o in bilico!) e questa sua sovrapposizione va combinata con quelle degli altri.
Cosa fa “collassare” queste onde? L’intervento di un osservatore cosciente(!): nel momento in cui alzo il bicchiere tutte le onde si intimidiscono e si rifugiano in un ben preciso stato osservabile, anche se nella distribuzione dei risultati osservati rimane una chiara traccia dei loro loschi traffici.

Faccio notare una cosa a margine: la funzione d’onda (data dall’equazione di Shroedinger) e’ un’entita’ puramente matematica che, opportunamente trattata (modulo quadro), alfin mi indica la probabilita’ di una particella di trovarsi in un certo stato. Non e’ quindi un’onda fisica con una frequenza, una lunghezza d’onda misurata in micron, ecc. E’ un modo di modellare il comportamento di una particella, ma non la particella stessa in senso fisico.
Quando si parla di dualita’ onda-corpuscolo, altro grande tormentone della quantistica, ci si riferisce ad un’onda fisica, reale, come l’onda elettromagnetica della luce visibile, non ad un’onda di proto-probabilita’. La luce illumina, rifraziona, fa le figure di interferenza e tutte le sue cosine ma in alcuni esperimenti si e’ costretti a modellarla come un fotone, un particella, il cui comportamento e’ descritto da una funzione d’onda. Ok, chiusa parentesi :|

Questa e’ una curva di probabilita’ reale (quella ricavata a partire dalla funzione d’onda) della posizione di un elettrone in un atomo di idrogeno

Tanto piu’ la curva e’ alta tanto piu’ e’ probabile trovarci l’elettrone quando lo si va a “misurare”. Cioe’ qualcuno si e’ messo li’ 30, 40mila volte, ha aftto le crocette e ha detto “Togo! ha la stessa forma della funzione di coso li’, quello del gatto”.

Da cosa nasce il Gatto di Schroedinger? Dal fatto che tutto sommato nessuno se la mena piu’ di tanto a dire che un nucleo di un atomo e’ in sovrapposizione di stati tra l’essere decaduto e il non esserlo. Diverso e’ invece se associo qualcosa di macroscopico all’evento quantistico.

Da un lato tutta la questione e’ una gran minchiata: essendo quello delle funzioni d’onda un modello ovvero uno strumento del tutto astratto per render conto dei fatti osservati e’ scorretto dargli un significato fisico concreto. Su questa linea nasce l’Interpretazione di Copenhagen che si puo’ riassumere in “non ci capiamo un cazzo e non ci capiremo mai un cazzo, ma cosi’ i conti tornano”, interpretazione a mio parere da profano tutt’ora imperante.
Al tempo stesso sono stati proprio questi ragionamenti e quegli esperimenti che hanno mostrato come nel caso dei modelli quantistici ci fosse un “scollamento” dalla realta’ fisica molto piu’ grande di quello a cui si era abituati. Anche la gravita’ newtoniana e’ semplicemente un modello e no, non e’ “vero” che c’e’ una grande calamitona gravitazionale al centro della Terra. Pero’ veniva molto facile modellarlo cosi’ in quanto il comportamento osservato e’ molto simile a quello dell’asinello che tira il carretto e quindi si poteva crederlo “reale” senza troppi patemi che comunque c’erano (Newton stesso ad esempio non gradiva l’idea dell’azione istantanea a distanza).

Ciao!