Archivio per la categoria ‘Uncategorized’

PD, DS: suicidio volontario?

Pubblicato: aprile 23, 2013 in Uncategorized

Perche’ Berlusconi ha votato Napolitano.

Perche’ Bersani non ha votato Rodota’.

Perche’ il M5S ha proposto Rodota’.

Tre domande, una sola risposta: chi e’ Napolitano?

Qui un riassunto come se ne trovano altri:

http://popoff.globalist.it/Detail_News_Display?ID=72037#.UXQY-pMk2Lo.facebook

Uomo del vecchio PCI, diventato poi il riferimento per la corrente “migliorista” che

“sostiene il possibile miglioramento dall’interno, quando non l’accettazione, del capitalismo; questo attraverso una serie di graduali riforme e praticando una politica socialdemocratica, che non si opponga cioè in maniera violenta o conflittuale al capitalismo stesso.”

Insomma, comunismo 2.0, adatto al post caduta del muro. Tra gli esponenti inoltre troviamo Fassino, Veltroni, Bondi, Amato e molti altri. La mia sensazione e’ che si tratti di tutto il PD e che le altre correnti presenti nell’ex-PCI si siano disperse in Rifondazione e dintorni. D’Alema non ne fa parte direttamente ma l’idea delle larghe intese mi pare proprio non gli sia mai dispiaciuta.
Pubblicazioni di riferimento di questa corrente sono due: Il Moderno, finanziata con le inserzioni Fininvest, e Il Riformista. Quest’ultima, ideata da Claudio Velardi, ex consigliere politico di Massimo D’Alema, viene pubblicata da Antonio Polito, senatore PdL, lo stesso editore che pubblica Libero.
Sempre a Napolitano viene affidata la “Commissione speciale per il riordino televisivo” che non concludera’ nulla. Napolitano firmera’ poi tutte le “leggi vergogna” degli ultimi anni.
Ah, quasi dimenticavo, promotore del Nuovo Ordine Mondiale.

Questo risponde alla prima domanda.

Per la seconda dobbiamo vedere anche chi era Rodota’. Ex presidente del PDS, la mia sensazione e’ che fosse uno di un’altra corrente, che si sia scontrato con quella vincente rimanendo fuori dai giochi, parcheggiato in europa e commissioni varie:

http://t.co/gB5ex73Nbe

http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/ansa-box-quirinale-rodotabruciatoda-napolitano-come-1992-1537687/

http://www.polisblog.it/post/78851/napolitano-e-rodota-quando-nel-1992-si-sfidarono-per-la-presidenza-della-camera

E’ probabile che sia quindi un personaggio che vada profondamente contro la linea del PD di oggi, forse persino piu’ di Berlusconi. In questo senso sarebbe invotabile.

E questo risponderebbe alla seconda e terza domanda: la “struttura Grillo” sceglie un candidato invotabile ma senza che la cosa sia apparente: scacco matto, sia che lo si voti sia che non lo si faccia. Questo significherebbe una grande intelligenza mediatica da parte del gruppo (non da parte dei singoli eletti che mi sembrano invece pecore in mezzo ai lupi).
Qui andrebbero quindi indagati meglio i rapporti Rodota’/PD.

Se cosi’ non fosse un’alternativa che trovo credibile e’ che la corrente migliorista, nelle sue varia forme, sia stata un cavallo di troia per affossare dall’interno l’ex-PCI, ridefinendolo sulla falsariga dei Democratici US (da cui Prodi ad un certo punto prende persino il simbolo).
Lo stillicidio in corso da 20 anni serve forse proprio a sfiancare tutte le tracce operaie/anti-fasciste/partigiane/socialiste/comuniste che ancora in qualche modo sono presenti in italia. Il cambio di generazione fara’ il resto.
Quindi non incapacita’, non ingenuita’, non “paura di perdere voti” o altri alibi per una sinistra diversa da quella che molti avrebbero voluto, ma un progetto politico ben preciso portato avanti in modo sistematico.

L’ultima ipotesi e’ quella del teatro totale, a 3 attori, la piu’ lineare, la piu’ semplice ma la piu’ complessa da ricostruire.

Nota a margine: in almeno un’altra occasione, non ho trovato in giro la lista completa, si era arrivati a ben 15 votazioni prima di eleggere il presidente. Sette in fondo non erano poi cosi’ tante da imporre decisioni di emergenza.
Notare a questo proposito come il temibile Spread non abbia nemmeno lasciato salire un filo di fumo dalle sue orride fauci durante tutta la pantomima.

P.S.
L’associazione giaguaro-gattopardo e’ decisamente seducente.

Analfabetismo delle grandezze

Pubblicato: marzo 3, 2013 in Uncategorized, voto

Si parla spesso di analfabetismo funzionale, ovvero l’incapacita’ di capire il contenuto di un testo.

Le discussioni sul voto degli ultimi giorni evidenziano pero’ una situazione molto piu’ grave di “analfabetismo delle grandezze”.

Con questa espressione, coniata ora, mi riferisco all’incapacita’ di distinguere, comprendere e manipolare ordini di grandezza molto diversi tra loro. Per essere chiari, stimo che il 99% della popolazione ne sia affetto, compreso chi scrive.

Nella nostra esperienza quotidiana abbiamo raramente a che fare con ordini di grandezza molto diversi tra loro e anche quando cio’ avviene li collochiamo in contesti molto diversi.

Siamo magari abituati a passare da 1 euro a 100 euro. Ma gia’ quando passiamo a 10mila o 100mila euro il contesto passa da quello della quotidianita’ a quello di situazioni eccezionali come l’acquisto di un’automobile o di una casa. Nonostante le apparenze non c’e’ continuita’ tra i due casi. Banalmente non abbiamo mai la necessita’ o un vantaggio a confrontare il costo di un caffe’ o di un pranzo con il costo di un appartamento. Che vantaggio avrei nel calcolare che questo appartamento mi costa come 400mila caffe’?

400mila: la quasi totalita’ delle persone non ha una presa forte, intuitiva su numeri di questo tipo. Quanti anni sono 400mila giorni? Quanto e’ un 400millesimo dell’Italia: una citta’, un isolato o un appartamento?

Un venditore di automobili puo’ possedere una o due automobili ed essere abituato a venderne un centinaio al mese. Il responsabile vendite a livello nazionale puo’ essere abituato a gestire decine di migliaia di vendite su tutto il territorio, ma a questo livello le auto sono rappresentate come numeri su un foglio di carta e c’e’ un brusco salto, una rottura, tra i tre contesti descritti.
Le problematiche presenti nel primo contesto (fare benzina, assicurazione, trovare parcheggio) sono completamente diverse da quelle presenti all’ultimo livello (ordinare container via nave, ottenere finanziamenti, seguire indagini di mercato, ecc.)
In altre parole, anche quando si tratta di una stessa persone e anche quando il soggetto rimane lo stesso abbiamo che il cambio di ordine di grandezza non permette di conservare le stesse intuizioni ed esperienze.

Per chiarire meglio: la difficolta’ non e’ gestire numeri molto grandi, ma passare dal piccolo al grande senza trasportare le nostre esperienze da un livello all’altro come se niente fosse.
Fare benzina o parcheggiare 400mila auto non ha nulla a che fare con le stesse operazioni fatte per una singola automobile, anche solo a livello di tempo e risorse materiali richieste.

Il problema reale non e’ l’incapacita’ in se’, secondo me inevitabile, bensi’ il non rendersi conto del cambio di ordine di grandezza. Pensare che le pratiche, l’approccio e le conseguenze del gestire 10 “soggetti” (litri, animali, studenti, ecc.) possano applicarsi immutati a 10 milioni di “soggetti”.

Uno dei contesti dove questo problema si manifesta maggiormente e’, solito tormentone, quello del voto. Il passaggio da 1 a 10milioni disorienta, stordisce e rende possibile l’impossibile a dispetto di ogni logica.

E’ questo “analfabetismo” che rende possibile le affermazioni che da giorni riempiono facebook e affini:

– “non ho ceduto alla logica del voto utile e ho dato il mio voto a Xyz”
– “non sono andato a votare. Se ci fossi andato avrei votato per Xyz, ma il miglioramento non valeva la pena di perdere l’oretta necessaria.”

Penso che in qualunque altro contesto queste persone verrebbero considerate degli squilibrati: davvero pensano che il loro singolo voto avrebbe portato un cambiamento?

Se ponessi la seguente domanda a qualcuno che e’ andato a votare secondo voi cosa risponderebbe: “se adesso togliessi dalle urne una sola singola scheda, secondo te cambierebbe il risultato?”

La Democrazia e’ quella cosa

Pubblicato: febbraio 14, 2013 in Uncategorized
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La Democrazia e’ una di quelle cose che ti insegnano da bambino e tu ci credi. Ci credi perche’ tutti la dicono cosi’, nessuno non e’ d’accordo. E ti dicono che il tuo voto conta, che fa la differenza!, e che non votare e’ sbagliato. E tu vuoi fare la cosa giusta.

Serve diventare grandi e trovare il tempo di prendere la calcolatrice per capire che forse non e’ proprio cosi’, che forse Babbo Natale non esiste.

Costa fatica capire l’ovvio. Perche’ e’ ovvio che se soffio contro una macchina questa non si muove. Ma un tornado la macchina la solleva come un fuscello per cui se soffiamo in 20 milioni e’ ovvio che la macchina la spostiamo. E questo e’ vero. Quello che sfugge, impalpabile, e’ che se soffiamo in 20milioni piuttosto che in 20milioni meno uno non cambia nulla.

E questa cosa e’ cosi’ evidente che si fa quasi fatica a dirla. Che se uno solo non va allo stadio lo stadio e’ pieno comunque e che se tutti non vanno allo stadio lo stadio e’ vuoto. Pero’ la differenza tra uno e tutti e’ non e’ che non ci sia.

Che se siamo in 5 e votiamo la cosa va bene. Se siamo 20 anche. Ma se siamo 100mila? 100mila sono quelli di un concerto a San Siro pieno pieno. Che se devo stringere la mano a tutti ci vogliono un giorno e una notte interi. E 20 milioni sono 200 volte 100mila. E forse ci se sente un po’ piccolini. Ed e’ anche giusto sentirsi piccolini.

 

Barnard vs Rest of the world

Pubblicato: dicembre 3, 2011 in Uncategorized

Gli ultimi articoli di Barnard sono sempre piu’ duri, aggressivi, a tratti deliranti.
Al tempo stesso la mia opinione e’ che stia affermando cose bene precise, che molti faticano a recepire.

Gli articoli e gli interventi di Messora/Byoblu sulla Trilaterale sono utili, corretti e lodevoli, ma forse quello che sfugge e’ che il famoso The crisis of democracy” e’ datato 1975. Trentasei anni: questo e’ il vantaggio che il Vero Potere, come lo chiama Barnard, ha sul resto del mondo. Oltre al vantaggio in termini economici, di strutture e cosi’ via.

Quel documento non parla di cio’ che Monti vuole fare nel 2011, ma di quello che e’ stato gia’ fatto negli ultimi 40 anni.

Una disaffezione generale dalla vita politica c’e’ gia’ stata, che questa sia dovuta ad un programma esplicito, a incompetenza o a inazione poco conta. L’affluenza alle urne e’ calata in modo significativo.
La legge elettorale in Italia e’ stata modificata in modo da ridurre l’influenza popolare. I risultati di numerosi referendum sono di fatto stati ignorati.
L’intera struttura legislativa Europa riflette quel modo di pensare. L’approvazione del Trattato di Lisbona a dispetto di 3 referendum su 3 contrari e con votazioni parlamentari semi-segrete sono gia’ avvenuti.
Lo Stato che non deve influenzare il sacro Libero Mercato e’ qualcosa che ha condizionato il nostro modo di pensare per 30 anni.
Flessibilita’, precariato e concertazione sono oggi riferimenti indiscussi.

Queste commissioni non hanno insediato Monti in Italia nel 2011, ma hanno insediato delle loro persone nelle principali universita’, governi e media del mondo (occidentale) da allora fino ad oggi.

Questa credo sia la sproporzione colossale che Barnard tenta di descrivere. In questo senso accorgersi oggi della Commissione Trilaterale e dintorni e’ solo un minuscolo primo passo. E’ anche possibile che oggi l’importanza della Trilaterale sia del tutto secondaria e che ci si perda dietro a ombre.

Quando Barnard afferma che Messora e’ pericoloso come una grappa al mirtillo penso che, tra le altre cose, intenda affermare proprio questa sproporzione.
Byoblu a mio parere e’ uno dei blog italiani piu’ significativi come forma, contenuti e qualita’. Nonostante questo e’ un puntino minuscolo di fronte a certe strategie, come chiamarle?, macro-economiche/geo-politiche.

Da qui l’invocazione, scomposta e inefficace, di Barnard a cambiare atteggiamento, a studiare davvero la Bestia e non perdere tempo dietro a Monti se non come primo gradino divulgativo di un percorso piu’ serio.

Le riunioni del Bilderberg oggi in tv sono la conseguenza del fatto che il gruppo sia riuscito a imporsi e possa uscire dalla riservatezza. Le riunioni di oggi forse sono piu’ che altro celebrazioni del successo ottenuto e forse per nulla significative dal punto di vista operativo.

Se lo scopo, per quanto impari possa apparire, e’ realmente infastidire queste politiche serve costruire un antagonista altrettanto enorme e organizzato e per farlo servono basi solide.
Altrimenti e’ come scagliare tante singole piccole pietre contro un carroarmato.

E-cat: funziona?

Pubblicato: novembre 23, 2011 in Uncategorized

Se non sapete cosa sia l’e-cat inziate da qui

http://22passi.blogspot.com/

Il resto del post e’ per gli addetti ai lavori.

Ok, ormai l’e-cat e’ in vendita, niente piu’ segreti, giusto? Ma allora perche’ Rossi ancora non si degna di far fare una verifica indipendente ad una universita’?

Ipotesi 1: e’ una truffa. Questo spiegherebbe tutto, a parte il fatto che sarebbe la truffa piu’ idiota del mondo. Intendo dire, quanti e-cat spera di vendere prima che si sparga la voce che e’ tutto finto? Dieci? Venti? E poi che fa, scappa ai Caraibi? Bho.

Ipotesi 2: non e’ una truffa. L’e-cat funziona oppure non funziona ma lui e’ totalmente convinto del contrario. La discussione si sviluppa identica in entrambi i casi, per cui faccio riferimento al primo.
Secondo questa ipotesi perche’ non volere una verifica indipendente?
2a) Perche’ ha il prodotto migliore del mondo e puo’ venderne quanti ne vuole. Non ha bisogno di nessuno. Una verifica potrebbe far aumentare le vendite ma visto il prodotto che ha in mano semplicemente non ne ha bisogno.
2b) O lui e’ il genio piu’ genio del mondo oppure e’ ovvio che la ricerca sulle LENR e’ stata affossata per anni. E questo dove e’ avvenuto? Proprio nei luoghi di ricerca ufficiali. Quindi o questi hanno cambiato idea all’improvviso oppure sono i miei peggiori nemici. Una pubblicazione, falsa, in seguito ai test che dice che l’e-cat non funziona ucciderebbe del tutto il progetto.
Rivolgendosi ai privati per il verdetto finale forse cerca proprio la verifica realmente indipendente del suo lavoro.
Se dichiarasse di voler fare un ulteriore prova a gennaio tutti i coraggiosi primi clienti aspetterebbero l’esito di questa. Dichiarando che le prove sono finite costringe i clienti a muoversi nella speranza che almeno uno di questi possa comprare il dispositivo e testarlo in modo onesto. A quel punto azzittire tutti i singoli clienti diventerebbe molto piu’ complicato (siamo sempre nell’ipotesi 2b, dove il dispositivo funziona e quindi la ricerca e’ stata deliberatamente bloccata).

La contromossa di acquistare un e-cat a scopo di test da parte di una grande universita’ potrebbe essere una buona mossa (metterebbe in pausa gli acquisti e potrebbe poi pubblicare cio’ che vuole).
Qualcuno trovera’ folle che un’universita’ possa pubblicare qualcosa di falso. Stiamo pero’ parlando di un dispositivo di cui ne esiste praticamente un solo esemplare. La sperimentazione e i dati pubblicati non potrebbero essere contestati da nessuno e il nome prestigioso dell’universita’ farebbe il resto. Certo sarebbe un bel rischio: una seconda universita’ potrebbe fare lo stesso e trovare il trucco ma a quel punto, se non sono proprio fesso, potrei sempre nascondermi dietro a errori di misura e altre sfumature. Ma se il bluff riesce la partita e’ chiusa.
Discorso ancora piu’ valido se siamo nell’ipotesi 2b, dove quindi probabilmente le varie universita’ sono gia’ allineate rispetto a questo argomento e quindi difficilmente si farebbero la guerra.
2b bis) Versione soft della 2b. Se anche questi non pubblicassero un articolo falso sono comunque le persone che hanno preso in giro il mio progetto per anni come truffa. Da un lato sarebbe una bella rivincita costringerli a rimangiarsi tutto, dall’altro io sono un outsider e la mia vittoria la voglio conseguire fuori dal vostro mondo.

Una risposta, molto criticata, di Rossi fa propendere per gli scenari b:

Dear Ivan:
We are no more in the mode of public tests, the times of public tests are over. We are manufacturing plants for our Customers, and our Customers will test the plants they have bought.
The proposal of Celani is just a provocation, and an insult to all the people that already made tests.
We are working for our Customers, not for the curiosity of our competitors.[…]
Warm Regards,
A.R.

Qui il mondo scientifico ufficiale pretende di essere l’arbitro finale, l’unico possibile e autorevole giudice. Forse Rossi vuole sfuggire a questo meccanismo, per antipatia o per concreti timori.
Far fare una verifica significa di fatto dire: “gentili signori, voi che la sapete, mi confermate che non sono un truffatore? Si’, proprio voi che in questo momento affermate che la mia scatola non puo’ esistere.”.

Questo scambio di commenti sempre su JONP fa pensare ad un’ipotesi 2 (concreta o immaginaria):

Bernie Koppenhofer: Stay the course, concentrate on producing more E-cats for as many different parties and uses as you can and as fast(safely) as you can.
Rossi: Thank you really much. You have understood perfectly the situation.

Attendiamo aggiornamenti.

La beffa della non violenza

Pubblicato: ottobre 22, 2011 in Uncategorized

“La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che con la non violenza si puo’ ottenere qualcosa.”

Articolo pericoloso, delicato, che va scritto con attenzione per non essere facilmente frainteso. E per evitare accuse per “apologia di reato” :)

Ma dopo la manifestazione di Roma non riesco a non metter giu’ due righe.

A scanso di equivoci ci tengo a precisare che non intendo incitare nessuno a nessun atto di violenza o altresi’ illegale. Questo articolo lo scrivo a puro scopo storico/speculativo. Don’t try this at home!

Roma: se si escludono i soliti episodi di vandalismo a fini mediatici (2 vetrine, 3 macchine e un palo della luce), a mio parere organizzati dai soliti sospetti, la manifestazione si e’ svolta in modo pacifico.
Gli atti vandalici non hanno fatto altro che rafforzare in tutti la necessita’ di essere pacifici, allegri e colorati. Di restare fermi con le mani alzate a farsi saltar via i denti a calci e pugni. In che modo una cosa del genere puo’ infastidire il soggetto contro cui protesto?

Se il vicino ha parcheggiato la macchina accanto alla mia impedendomi di uscire andro’ cortesemente a protestare. Ma senza canti e balli colorati. Alla terza volta comincero’ ad avere un’espressione meno serena e conciliante, soprattutto a fronte del suo menefreghismo.
Alla decima potrebbe persino venirmi la voglia di andare a suonare alla sua porta con un bastone.
Certo, potrei incatenarmi alla ringhiera davanti al suo pianerottolo, ma piu’ che a stimolare la sua comprensione penso che riuscirei solo a farmi deridere.
Perche’ le dinamiche con “il potere” dovrebbero essere diverse?

Non e’ necessario che poi io utilizzi davvero il bastone, ma almeno la mia posizione passa da quella di seccatura a quella di grave seccatura se non di pericolo. E il vicino la macchina la mettera’ accanto a quella dell’inquilino del piano di sotto.

Molte di quelle che oggi sono ritenute conquiste sono state fatte con le armi in pungo. Quando un centinaio di operai occupava la fabbrica con i fucili sottomano i 20 carabinieri che andavano a gestire la cosa non avevano molto da fare. E nessuno si faceva male.
Il datore di lavoro era costretto a negoziare e si trovava un nuovo equilibrio. Sbilanciato a favore dei lavoratori? Forse, ma chi stabilisce dove deve stare l’ago della bilancia? E se questi hanno la forza di imporre un diverso equilibrio significa che quella forza, data principalmente dal numero e dalla “coesione di classe”, la hanno davvero.

Si narra che in passato siano state vinte tante battaglie con la non-violenza. Questo e’ in parte vero, ma c’e’ da capire quali erano gli equilibri. Da un lato non e’ stata usata la violenza proprio perche’ c’e’ stata la vittoria e quindi non e’ stato necessario proseguire oltre, ma in molte occasioni questa era concretamente sul tavolo.
Un altro elemento e’ il diverso atteggiamento delle forze dell’ordine. La maggior parte di questi sono delle persone normali che di fronte ad una ragazza inerme, anni fa, non sarebbero stati in grado di pestarla a freddo e questo li paralizzava. A fronte di questo problema negli anni sono stati selezionate squadre di picchiatori specializzati privi di ogni remora.
Inoltre c’era un diverso ruolo della stampa, che amplificava in modo piu’ diretto e realistico gli avvenimenti e questo permetteva a questi movimenti di prendere forza.
Infine l’appoggio politico: una manifestazione popolare di 500mila persone promossa da un partito dava all’organizzatore la forza “politica” (accordi, contatti, voti) necessaria per concretizzare le loro richieste ai piani alti (perche’ da li’, volenti o nolenti, bisogna passare).

Le manifestazione di oggi sono pero’ orfane. Sono manifestazioni contro il potere tutto, che ormai nel mondo occidentale ha una sola faccia. Abbiamo quindi una mandria di mucche pacifiche, allegre e colorate che pascola, autorizzata, per le vie di Roma. Loro sono felici, noi siamo felici. Ci vediamo domenica prossima.

Non riesco a non chiedermi se questa apologia della non-violenza non sia stata opportunamente pilotata al fine di neutralizzare le proteste sul nascere. E che gli episodi di pseudo violenza che compaiono ogni tanto non servano a nient’altro che a rafforzare l’idea.

Ogni contrattazione nasce da un equilibrio di forze, e un equilibrio di forze porta ad evitare lo scontro perche’ l’esito sarebbe incerto e in ogni caso dannoso.
Nel momento in cui una delle due parti “depone le armi” diventa necessariamente preda dell’altra.

Le armi non sono necessariamente fucili e pistole. Le armi possono essere anche simboliche, come pomodori e uova marce. Ma ormai anche queste sono classificate come violenza. Appena appena sono tollerati i boicottaggi di prodotti (indipendentemente dallo loro effettiva efficacia). La minaccia puo’ essere quella dello sciopero, delle dimissioni (come hanno fatto i medici israeliani), un sit-in permanente che blocchi il traffico (ti voglio a trascinare via 500mila persone…).
Ma gia’ il sit-in e’ troppo violento: pensa a quei poveracci che sono andati al mare e non possono tornare a casa! E le ambulanze? E cmq non servirebbe a nulla se non ad attirarci l’odio degli automobilisti e a farci passare per cattivi.

Insomma la “protesta non-violenta” e’ diventata un dogma. Di certo anche per il validissimo motivo di evitare di essere arrestati o di farsi male. Pero’ forse qualcosa si e’ perso.

Si badi bene che non so affermando che in questa specifica manifestazione o in altre analoghe si sarebbe ottenuto qualcosa con la “potenziale violenza”. Forse si’, forse no, visto che non e’ chiaro quali fossero gli obiettivi e’ difficile dirlo. E poi il gioco dei “se” e’ un po’ inutile.
Sto solo dicendo che qualunque scontro/confronto in cui una parte non abbia a disposizione nessuna leva non puo’ portare nessun vantaggio per quest’ultima. Pare abbastanza ovvio.
Ipoteticamente la leva a disposizione sarebbe quella mediatica ma, nella mio opinione, questa oggi non c’e’ piu’.
Se siete di diverso parere e pensate che la stampa riporti in modo fedele e proficuo la vostra indignazione allora ok, il discorso fila. Resta solo da capire a chi debba riportarli, parrebbe proprio a quelle stesse persone contro cui si sta protestando che improvvisamente dovrebbero ravvedersi. Qualcosa del genere.

Le proteste passate che hanno ottenuto qualcosa avevano obiettivi chiari e pochi. Queste nuove “proteste” ne hanno fin troppi e spesso scritti in legalese. Non funziona cosi’ (a mio parere, ovviamente). Una battaglia alla volta, qualcosa che si possa dire lo abbiamo ottenuto si’/no.
Qualche piccola vittoria intermedia serve anche a far morale e rincuorare le truppe. Non si puo’ avere un documento di 24 punti che vanno dalle banche al lavoro alla politica estera.
Ma sto andando off-topic, quindi chiudo.

La strage di Utoya – aggiornamento 3

Pubblicato: settembre 8, 2011 in Uncategorized

Non sono l’unico a cercare ancora informazioni sulle famose armi usate.
Secondo Extrano’s Alley (http://extranosalley.com/?p=13936, http://extranosalley.com/?p=13973 e altri) sembra non si trovino tracce della licenza del famoso Ruger Mini, mente la Glock risulta effettivamente registrata.

Nel frattempo l’attentatore e’ stato portato sull’isola, per 5 ore, per ricostruire l’accaduto. Pare siano confermate numerose telefonate fatte da questo alla polizia e si parla anche di un video di 72 minuti che forse avrebbe girato (lui ha dichiarato di averlo girato ma la micro camera e il video non sono stati trovati(?)).

In questo link il percorso ricostruito con il killer.

http://bit.ly/ouQoZs

Avrebbe anche sospeso la sparatoria per “diversi minuti” in attesa della risposta della polizia, come confermato da molti testimoni. Si sarebbe identificato con nome e cognome e questo spiegherebbe una strana notizia circolata per un po’ di tempo ovvero che la polizia sarebbe arrivata sull’isola chiamando l’attentatore per nome, anche se pare che la notizia sia stata poi smentita e che fosse dovuta ad una cattiva traduzione.

Nel frattempo la polizia ha rilasciato il contenuto di due telefonate, la prima 26 minuti prima dell’arresto, la seconda 1 minuto prima. Non si capisce se ce ne siano altre o meno.
La testimonianza dell’attentatore parla di almeno 10. Durante il sopralluogo sull’isola gli e’ stata riconosciuta una memoria straordinaria per ogni dettaglio.

Articoli come questo http://tgr.ph/pK7YBh discutono del fatto che gli acquisti fatti su ebay siano difficili da tracciare. E’ uno scherzo? Magari pagati pure con carta di credito…

Un altro elemento di cui si discute e’ come mai non ci sia nessun filmato della cattura del killer e, a dire il vero, di ogni altra cosa. Abbiamo solo pochi minuti confusi durante i quali si vedono sbarcare i corpi speciali e poco altro, e circa 5 fotogrammi in cui vagamente si vede il killer.

Si discute anche su come mai il tragitto effettuato dalla polizia sia stato di 3,6 km quando la distanza piu’ breve e’ di 800/1200 metri.

http://www.newsinenglish.no/2011/08/11/police-answer-terror-critics/

Altro elemento, forse un po’ debole. Le foto ce lo presentano come un cretino: davvero ti fai una foto con la tuta da sub, un fucile con mirino e altri 100 gadget e…una baionetta?
Di nuovo non sono un esperto di armi, ma quel fucile e’ ridicolo. Non se ne rende conto? Eppure e’ cosi’ bravo da pianificare ed eseguire con successo due enormi attentati.

Si parla di un’altra coppia che avrebbe salvato 40 ragazzi effettuando 4 viaggi verso l’isola a volte sotto il fuoco del killer.

Altra novita’ e’ la pista cecena e il presunto addestramento paramilitare ricevuto

http://gatesofvienna.blogspot.com/2011/08/breivik-portfolio-part-two-chechen.html

La cosa strana e’ che questo pero’ non venga raccontato nel diario dove invece parla di ogni ricerca fatta su internet, di come tritare meglio le pastiglie di non ricordo cosa per fare l’esplosivo, dell’ipotesi di reperire armi atomiche :), ecc.

Le due udienze avvenute fino ad ora sono state a porte chiuse (credo fossero esclusi anche i giornalisti, non solo le telecamere) e l’attentatore viene tenuto ancora in isolamento. In giro ci sono pochissime foto, un paio dopo la cattura e alcune, scattate da molto lontano, della ricostruzione sull’isola.

Un piccolo aggiornamento anche sulla questione elicottero: pare che in ogni caso non fosse in grado di trasportare le squadra di intervento in quanto troppo piccolo e che non potesse essere comunque usato come piattaforma per sparare. L’unico beneficio sarebbe stata la scansione termica dell’isola.

http://theforeigner.no/pages/news/norway-police-in-more-utya-censure/

Questo fa un po’ a pugni con la testimonianza del capo dei corpi speciali riportata nell’aggiornamento precedente, in cui si diceva che si sono fermati in cima alla collina in attesa dell’elicottero. Che senso ha aspettare un elicottero che ha posto solo al piu’ per due persone? Perche’ non lasciare giu’ queste due persone in cima alla collina e proseguire?

Notizie sempre piu’ rare, sempre piu’ vaghe.