Cos’e’ il denaro – parte 1

Pubblicato: novembre 26, 2011 in economia

In questi giorni, sulla scia degli articoli di Barnard sulla MMT e dintorni ho dedicato un po’ di tempo a studiare l’argomento moneta: cos’e’, chi la emette, perche’, cosa e’ cambiato dal 1970, ecc. Le banalita’ le sapevo gia’, ma stavolta volevo capirle davvero.

La questione del denaro, a causa della crociata signoraggista, giusta o sbagliata che sia, ha precipitato il tema nella fetida palude del complottismo vs anti-complottismo fine a se stesso, volto unicamente a demolire le tesi avversaria e non piu’ a fare chiarezza
Sorte condivisa da quasi tutti gli argomenti di contro-informazione di grande seguito. Del lavoro a volte ben fatto si puo’ trovare in entrambe le trincee, ma serve molta pazienza.

Purtroppo il risultato finale e’ strangolare il dibattito.

In questo articolo e nei successivi provo a riassumere quello che ho capito io. Sicuramente ci saranno molti errori, ma credo che comunque possa contenere numerosi spunti per approfondire l’argomento.

Il pregresso

La questione moneta e’ molto piu’ sfuggente di come appaia e non e’ solo questione di averne ben compreso i meccanismi tecnici.
La situazione monetaria attuale e’ frutto di una serie di passaggi storici: gli antichi Fiorini e Ducati sono stati sostituiti da non so cosa, poi sostituiti dalle Lire convertibili, poi si e’ persa la convertibilita’, infine l’Euro.
Nei 1000 passaggi di mano, di guerre e riconiature buona parte di quel denaro si e’ conservata passando da una forma all’altra.

Parte del denaro che circola oggi esiste perche’ qualcuno 1000 anni fa ha cavato oro da una miniera, non perche’ lo abbia creato la BCE e questo complica un po’ le cose quando si ragiona su modelli troppo astratti.

Come funziona uno scambio? Marco puo’ fare un lavoro per Luca e lo esegue solo se Luca ha i soldi per pagarlo. Se Luca non li ha niente lavoro. Facile. E Luca che fa? Va a lavorare e se li procura. Si’, ma da chi? Da qualcuno che li abbia. E cosi’ via.
Ok, ma in fondo in fondo alla catena, quel denaro da dove arriva? E’ sempre quello scavato dalla miniera 1000 anni fa che circola, con qualche aggiuntina, come vedremo tra un attimo.
E la BCE? E le banche private? Non c’entrano nulla. Anche se ritirano, distruggono e ristampano le banconote in modo da tenerle sempre nuove il loro ruolo nei normali scambi tra privati non va oltre.

Ma se Marco volesse aprire un’impresa e avesse bisogno di tanti soldi? Chiede un prestito a qualcuno, una banca o al vicino di casa. Se amministra bene l’investimento guadagnera’, ripaghera’ il debito e gli interessi e diventera’ piu’ ricco. Ricco con i soldi di chi? Con i soldi di qualcun’altro che diventera’ piu’ povero. Ma cosa fara’ poi Marco con quei soldi? Tipicamente li spendera’ acquisendo un bene e qualcun’altro diventera’ piu’ ricco in termini di moneta.

Emissione di denaro

Quando nascono i problemi? Quando qualcuno mette i soldi in cassaforte e se li tiene li’ ad esempio. Oppure quando i soldi continuano a circolare solo in alcuni circuiti e non in altri.
Quest’ultimo problema pero’ e’ limitato dalle tasse: tipicamente ogni scambio di denaro e’ gravato da una tassa che ne riassorbe una parte e la reimmette nel sistema sotto forma di spesa pubblica (stipendi degli statali e servizi/prodotti acquistati dallo stato).

In caso di crisi di liquidita’, perche’ tutti tengono i soldi sotto il materasso, la BCE fara’ un prestito alle banche private che a loro volta lo faranno ai privati. E qui c’e’ un primo passaggio delicato. Chi prende quel denaro si indebita. A fine crisi restituisce il denaro piu’ gli interessi. Da dove prende gli interessi? Lavora, li ottiene e li paga alla banca.
Che cosa fara’ la banca con quel denaro? Se acquista un immobile rimette subito in circolo il denaro e tutti siamo contenti: la massa circolante(7) e’ tornata quella pre-crisi.
Chi trova l’inghippo? 30 secondi a disposizione.

…28…29…30. La Banca si e’ ciucciata la casa! E questo e’ male, giusto? Di fatto no. La banca e’ un’attivita’ commerciale che ha un suo profitto, come il macellaio. Il fatto che abbia beneficiato della crisi puo’ essere al piu’ un po’ antipatico. Cosi’ come il fatto che eroghi un servizio cosi’ indispensabile, ma anche il panettiere lo fa.

Crescita demografica

Un altro passaggio delicato e’ questo. Se la massa circolante era adeguata per una popolazione di 25 milioni di persone e questa nel tempo e’ passata a 50 milioni cosa succede?


[A questa andrebbe aggiunta l’immigrazione non regolare]

a) la moneta si super-valuta. Prima guadagnavo 1000, adesso guadagno 500 ma in Italia ci compro le stesse cose. Bello. Pero’ psicologicamente non e’ molto accettabile vedere il proprio stipendio diminuire. Cosi’ come e’ complesso ridurre tutti i prezzi. E poi c’e’ il resto del mondo. Il rapporto con le altre monete impedisce che una moneta possa gonfiarsi in questo modo “senza motivo”. Insomma, difficilmente uno stato straniero accettera’ di vendermi petrolio o altri prodotti a meta’ del prezzo solo perche’ ci sono state tante nascite. Una moneta puo’ certamente rafforzarsi, ma come risultato di molti fattori e non come conseguenza della situazione di un singolo stato. Quindi rispetto all’estero diventiamo “poveri”. Buono per l’export, un problema per l’import.

Scartata la a passiamo alla b(6)

b) Tutti diventano piu’ poveri: quel poco denaro circolante ce lo si spartisce. I prezzi rimangono uguali, ognuno sul conto ha la meta’ dei soldi e compra la meta’ dei beni. Quando qualcuno riesce ad ottenere un po’ di denaro non lo spende e lo immobilizza sul conto come risparmio minimo di sopravvivenza. Questo scenario alla lunga porterebbe verso l’ipotesi precedente, ma concettualmente e’ un caso distinto.

c) Serve il doppio di moneta circolante. Ma non una tantum, ma in modo permanente. I prezzi rimangono uguali.
Ognuno dei nuovi nati avra’ bisogno dei suoi 1000 euro sul conto, i datori di lavoro avranno bisogno di aver in cassa ogni mese il doppio del contante, ecc.
Possono andar bene i prestiti delle banche a questo scopo? Di fatto si’, ma si creerebbe un super lavoro, con il relativo super ricavo, per le banche private verso cui tutti dovrebbero correre a farsi fare prestiti permanentemente.

Esistono in Europa altri meccanismi di emissione di denaro che non implichino prestiti da privati?
Si’, l’acquisto di titoli di stato(1). Questi titoli possono essere gia’ in circolo oppure no, per capire meglio il giro facciamo finta che vengano emessi ora.
Quindi lo stato crea 100 milioni di nuovi titoli al 5% con 10 anni di durata. La BCE, indirettamente, acquista i titoli dallo stato e questo ottiene in cambio contante. Dopo un anno lo stato paga 5 milioni alla BCE (facendo un conteggio semplificato per non perderci in tecnicismi) e cosi’ per altri 9 anni. Orrore? Ufficialmente la BCE riconsegna agli stati tutti i suoi redditi salvo le spese di gestione, quindi no, niente di male(2).

Ci sono due problemi nascosti qui, per uno dei due bisogna sapere il giro esatto di emissione dei titoli, l’altro e’ possibile intuirlo. Altri 30 secondi a disposizione.

L’emissione di denaro, se ho capito bene, avviene cosi’: lo stato emette/crea titoli (bot e affini) e li vende alle banche private in cambio di denaro(3). Le banche private poi tipicamente li vendono ai cittadini: escono i titoli entra il denaro in banca. Lo stesso denaro che le banche hanno dato prima allo stato, quindi le banche private tornano alla pari. Entra la BCE che acquista i titoli dai cittadini che riottengono cosi’ il loro denaro e magari nel frattempo hanno avuto dallo stato anche un po’ di interesse.
Alla fine del giro lo stato si trova in mano del contante in piu’ e la BCE dei titoli in piu’.

Stato:-titoli,+contante -> banche private:-contante,+titoli
banche private:-titoli,+contante -> cittadini: +titoli,-contante
cittadini: -titoli,+contante -> BCE: -contante,+titoli

Fin qui tutto bene.

Cosa succede se le banche private e poi i cittadini non vogliono comprare i titoli? Che le aste di vendita vanno a vuoto e lo stato tipicamente rischia il default. In quel caso puo’ intervenire la BCE e comprarli direttamente (grazie a una legge approvata da poco).
Il ruolo di intermediari delle banche private credo serva a permettere, nel bene e nel male, al mercato di equilibrare le emissioni dello stato: deve essere fatta un’offerta interessante in termini di interessi, altrimenti le banche non comprano. E la bonta’ dell’offerta dipende da come il mercato valuta l’affidabilita’ del paese.
Quindi di fatto lo stato puo’ ritrovarsi vittima dei “capricci” del mercato. La funzione delle banche private come passaggio intermedio non mi e’ pero’ del tutto chiara.

Prima di passare al secondo problema nascosto approfondisco un ultimo punto. Non e’ detto che i titoli di stato vadano ai cittadini e poi alla BCE. Le banche possono conservarli e incassare l’interesse(4) o venderli direttamente alla BCE per ottenere loro stesse del contante.

Il secondo problema nascosto e’ che nel momento in cui il nostro titolo a 10 anni scade si ha subito la necessita’ di emetterlo di nuovo visto che la popolazione e’ la stessa di prima. La crescita demografica causa quindi si per se’ la creazione di una quota di debito pubblico che non potra’ mai essere estinta.
Di questo “debito demografico” non sono certo non avendo avuto conferme da nessuno sulla correttezza del ragionamento.

Si noti che in questo caso non si tratta di un debito “brutto”, che si e’ creato a fronte di qualcosa di negativo, bensi’ di un debito originatosi a fronte del raddoppio della produttivita’.
Perche’ mai dovrebbe essere negativo? Forse perche’ gli investitori potrebbero fraintendere la cosa e farsi spaventare.
O forse la cosa e’ piu’ sottile: questa nuova emissione ha creato svalutazione della moneta rispetto all’estero? Probabilmente si'(5), quindi meno potere d’acquisto, buono per l’export ma non per l’import.

Il debito pubblico ovviamente non e’ dovuto esclusivamente all’aumento della popolazione. Per quanto riguarda l’Italia si puo’ leggere questo articolo (e commenti) che individua come causa principale la riforma della Banca d’Italia e l’evasione fiscale.

Tutto questo discorso ha assunto che le banche si comportino come soggetti onesti cioe’ che il loro ricavo sia proporzionale agli effettivi costi/rischi cosa su cui ho molti dubbi.
Se una banca se ne approfittasse con interessi molto alti non andrebbe pero’ a danneggiare direttamente lo stato. Quello che causerebbe sarebbe un suo accumulo di ricchezza eccessivo che implica un impoverimento di altri e/o un lavoro extra per ricreare quella ricchezza (es. la casa). Ma forse il tema dell’arricchimento e della circolazione di denaro e’ meglio trattarlo in un post separato.

La mia sensazione complessiva e’ che un aumento della popolazione e degli scambi possa richiedere un aumento permanente della massa monetaria. Non essendoci, che io sappia, meccanismi di emissione di denaro che non siano legati a emissione di titoli o prestiti ne deduco che una quota dei debiti, pubblici e privati, sia strutturale e non possa essere estinta a meno di ritrovarsi senza contanti.

Credo di aver fatto abbastanza confusione quindi mi fermo. Nei prossimi articoli provero’ ad approfondire in dettaglio i singoli argomenti.

(1) Uno dei motivi di questi due meccanismi di emissione, prestiti ed emissione legata ai titoli, e’ che entrambi permettono poi di riassorbire il denaro circolante nel caso questo diventasse eccessivo causando inflazione. C’e’ quindi un nocciolo duro (che non ho idea quanto sia grande, potrebbe essere anche zero!) piu’ una parte dinamica che puo’ essere controllata facilmente. Per i prestiti il meccanismo di controllo credo sia il tasso ufficiale di sconto, i titoli invece semplicemente scadono.
In base a questa pagina sul Quantitative easing l’emissione legata all’acquisto di titoli e’ la norma e il finanziamento diretto viene usato per le emergenze.
(2) se cosi’ non fosse si aprirebbe tutto il capitolo signoraggio che qui non voglio affrontare. Si veda qui per una descrizione approssimativa della situazione, partecipanti e distribuzione utili (tenendo conto dei limiti di wikipedia…).
(3) Credo sottocosto rispetto al valore nominale, un titolo da 100 lo pago 90, e qui forse c’e’ spazio per comprarsi un’altra casa, ma non voglio complicare le cose. E di nuovo potrebbe in fondo trattarsi di legittimo profitto.
(4) Ho letto che come investimenti i titoli non sono molto interessanti per una banca quindi e’ difficile che se li compri per “guadagnarci gli interessi”: la banca puo’ investire quello stesso capitale su attivita’ piu’ redditizie. Su questa affermazione ho qualche dubbio: se fossero cosi’ poco interessante perche’ gli altri investitori li comprerebbero? Inoltre quasi la meta’ dei titoli sono in mano alle banche italiane.
(5) Supponiamo che oggi con una lira possa comprare un franco o un barile di petrolio. Se domani raddoppio la moneta circolante mi ci vorranno 2 lire per un franco o per il petrolio. Altrimenti uno stato diventerebbe magicamente piu’ ricco istantaneamente semplicemente emettendo piu’ denaro.
(6) La realta’ e’ probabilmente un misto di tutte e 3 le ipotesi
(7) In realta’ in questo scambio il circolante in senso stretto non e’ mai cambiato: 1000 euro c’erano e 1000 sono rimasti. Pero’ un circolante immobilizzato sotto il materasso e’ una cosa, quello che passa dal conto e viene subito speso “circola” molto di piu’.

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