La beffa della non violenza

Pubblicato: ottobre 22, 2011 in Uncategorized

“La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che con la non violenza si puo’ ottenere qualcosa.”

Articolo pericoloso, delicato, che va scritto con attenzione per non essere facilmente frainteso. E per evitare accuse per “apologia di reato” :)

Ma dopo la manifestazione di Roma non riesco a non metter giu’ due righe.

A scanso di equivoci ci tengo a precisare che non intendo incitare nessuno a nessun atto di violenza o altresi’ illegale. Questo articolo lo scrivo a puro scopo storico/speculativo. Don’t try this at home!

Roma: se si escludono i soliti episodi di vandalismo a fini mediatici (2 vetrine, 3 macchine e un palo della luce), a mio parere organizzati dai soliti sospetti, la manifestazione si e’ svolta in modo pacifico.
Gli atti vandalici non hanno fatto altro che rafforzare in tutti la necessita’ di essere pacifici, allegri e colorati. Di restare fermi con le mani alzate a farsi saltar via i denti a calci e pugni. In che modo una cosa del genere puo’ infastidire il soggetto contro cui protesto?

Se il vicino ha parcheggiato la macchina accanto alla mia impedendomi di uscire andro’ cortesemente a protestare. Ma senza canti e balli colorati. Alla terza volta comincero’ ad avere un’espressione meno serena e conciliante, soprattutto a fronte del suo menefreghismo.
Alla decima potrebbe persino venirmi la voglia di andare a suonare alla sua porta con un bastone.
Certo, potrei incatenarmi alla ringhiera davanti al suo pianerottolo, ma piu’ che a stimolare la sua comprensione penso che riuscirei solo a farmi deridere.
Perche’ le dinamiche con “il potere” dovrebbero essere diverse?

Non e’ necessario che poi io utilizzi davvero il bastone, ma almeno la mia posizione passa da quella di seccatura a quella di grave seccatura se non di pericolo. E il vicino la macchina la mettera’ accanto a quella dell’inquilino del piano di sotto.

Molte di quelle che oggi sono ritenute conquiste sono state fatte con le armi in pungo. Quando un centinaio di operai occupava la fabbrica con i fucili sottomano i 20 carabinieri che andavano a gestire la cosa non avevano molto da fare. E nessuno si faceva male.
Il datore di lavoro era costretto a negoziare e si trovava un nuovo equilibrio. Sbilanciato a favore dei lavoratori? Forse, ma chi stabilisce dove deve stare l’ago della bilancia? E se questi hanno la forza di imporre un diverso equilibrio significa che quella forza, data principalmente dal numero e dalla “coesione di classe”, la hanno davvero.

Si narra che in passato siano state vinte tante battaglie con la non-violenza. Questo e’ in parte vero, ma c’e’ da capire quali erano gli equilibri. Da un lato non e’ stata usata la violenza proprio perche’ c’e’ stata la vittoria e quindi non e’ stato necessario proseguire oltre, ma in molte occasioni questa era concretamente sul tavolo.
Un altro elemento e’ il diverso atteggiamento delle forze dell’ordine. La maggior parte di questi sono delle persone normali che di fronte ad una ragazza inerme, anni fa, non sarebbero stati in grado di pestarla a freddo e questo li paralizzava. A fronte di questo problema negli anni sono stati selezionate squadre di picchiatori specializzati privi di ogni remora.
Inoltre c’era un diverso ruolo della stampa, che amplificava in modo piu’ diretto e realistico gli avvenimenti e questo permetteva a questi movimenti di prendere forza.
Infine l’appoggio politico: una manifestazione popolare di 500mila persone promossa da un partito dava all’organizzatore la forza “politica” (accordi, contatti, voti) necessaria per concretizzare le loro richieste ai piani alti (perche’ da li’, volenti o nolenti, bisogna passare).

Le manifestazione di oggi sono pero’ orfane. Sono manifestazioni contro il potere tutto, che ormai nel mondo occidentale ha una sola faccia. Abbiamo quindi una mandria di mucche pacifiche, allegre e colorate che pascola, autorizzata, per le vie di Roma. Loro sono felici, noi siamo felici. Ci vediamo domenica prossima.

Non riesco a non chiedermi se questa apologia della non-violenza non sia stata opportunamente pilotata al fine di neutralizzare le proteste sul nascere. E che gli episodi di pseudo violenza che compaiono ogni tanto non servano a nient’altro che a rafforzare l’idea.

Ogni contrattazione nasce da un equilibrio di forze, e un equilibrio di forze porta ad evitare lo scontro perche’ l’esito sarebbe incerto e in ogni caso dannoso.
Nel momento in cui una delle due parti “depone le armi” diventa necessariamente preda dell’altra.

Le armi non sono necessariamente fucili e pistole. Le armi possono essere anche simboliche, come pomodori e uova marce. Ma ormai anche queste sono classificate come violenza. Appena appena sono tollerati i boicottaggi di prodotti (indipendentemente dallo loro effettiva efficacia). La minaccia puo’ essere quella dello sciopero, delle dimissioni (come hanno fatto i medici israeliani), un sit-in permanente che blocchi il traffico (ti voglio a trascinare via 500mila persone…).
Ma gia’ il sit-in e’ troppo violento: pensa a quei poveracci che sono andati al mare e non possono tornare a casa! E le ambulanze? E cmq non servirebbe a nulla se non ad attirarci l’odio degli automobilisti e a farci passare per cattivi.

Insomma la “protesta non-violenta” e’ diventata un dogma. Di certo anche per il validissimo motivo di evitare di essere arrestati o di farsi male. Pero’ forse qualcosa si e’ perso.

Si badi bene che non so affermando che in questa specifica manifestazione o in altre analoghe si sarebbe ottenuto qualcosa con la “potenziale violenza”. Forse si’, forse no, visto che non e’ chiaro quali fossero gli obiettivi e’ difficile dirlo. E poi il gioco dei “se” e’ un po’ inutile.
Sto solo dicendo che qualunque scontro/confronto in cui una parte non abbia a disposizione nessuna leva non puo’ portare nessun vantaggio per quest’ultima. Pare abbastanza ovvio.
Ipoteticamente la leva a disposizione sarebbe quella mediatica ma, nella mio opinione, questa oggi non c’e’ piu’.
Se siete di diverso parere e pensate che la stampa riporti in modo fedele e proficuo la vostra indignazione allora ok, il discorso fila. Resta solo da capire a chi debba riportarli, parrebbe proprio a quelle stesse persone contro cui si sta protestando che improvvisamente dovrebbero ravvedersi. Qualcosa del genere.

Le proteste passate che hanno ottenuto qualcosa avevano obiettivi chiari e pochi. Queste nuove “proteste” ne hanno fin troppi e spesso scritti in legalese. Non funziona cosi’ (a mio parere, ovviamente). Una battaglia alla volta, qualcosa che si possa dire lo abbiamo ottenuto si’/no.
Qualche piccola vittoria intermedia serve anche a far morale e rincuorare le truppe. Non si puo’ avere un documento di 24 punti che vanno dalle banche al lavoro alla politica estera.
Ma sto andando off-topic, quindi chiudo.

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