Banksy: una psyop post-moderna?

Pubblicato: agosto 21, 2011 in cinema

Impossible? Forse. Ma partiamo dall’inizio.

Chi e’ Banksy?

Bansky e’ probabilmente il piu’ famoso Street-artist al mondo. Un graffitaro direbbero alcuni ma sarebbe riduttivo. Diciamo un graffitaro 2.0: dopo gli illeggibili intrecci di colori degli anni 80 si passa a soggetti piu’ complessi, si utilizzano nuove tecniche, come gli stencil, e i messaggi diventano piu’ complessi e accessibili.
Ironia, intelligenza e protesta sociale sono le caratteristiche principali di Banksy. Oltre al completo anonimato.

Qui potete trovare una buona panoramica dei suoi lavori

Nonostante l’identita’ degli street-artist sia, per ovvi motivi, relativamente riservata di fatto non si tratta mai di un segreto assoluto. In molti casi nome e cognome sono persino presenti sul proprio sito. Nel caso di Banksy pero’, al di fuori di una ristretta cerchia di fedelissimi, nessuno ne conosce l’identita’. Nonostante ci siano state diverse indagini anche significative sulla sua identita’ non si e’ mai arrivati a individuarlo.

http://www.realnameofbanksy.com/
http://www.dailymail.co.uk/femail/article-1034538/Graffiti-artist-Banksy-unmasked—public-schoolboy-middle-class-suburbia.html

E parliamo di un personaggio che produce moltissimi lavori, ha un suo sito di riferimento, organizza mostre ben pubblicizzate, i suoi lavori sono venduti all’asta per centinaia di migliaia di euro e cosi’ via.

La cosa fino a questo punto e’ piuttosto anomala, sospetta, ma in fondo accettabile.

Il muro

Dove le cose si complicano, al solito, e’ in Palestina. Qui Banksy avrebbe realizzato diversi lavori, circa una dozzina, si discute sul numero esatto non essendo firmati, ma almeno 6 si ritiene siano sicuramente suoi

http://weburbanist.com/2008/12/28/banksy-graffiti-art/7-banksy-art-in-palestine1/
http://vostokzapad.wordpress.com/art/ (verso meta’ pagina)

L’altezza del muro varia dai 6 agli 8 metri e questo dovrebbe dare un’idea delle dimensioni dei lavori. Per quanto gli street-artist siano maestri nella rapidita’ di esecuzione e nel passare inosservati la realizzazione rimane non banale.
Qui si possono vedere i video della realizzazione

Il muro in questo momento dovrebbe essere lungo circa 500km il che rende di fatto impossibile pattugliarlo tutto facilitando la scelta dei posti adatti, magari dopo essere entrati in contatto con gli street-artist locali(?).
Alcuni lavori sono stati fatti a Ramallah o a Kalandia, all’interno della West Bank, il cui accesso dovrebbe essere rigorosamente controllato, seppure non interdetto.
Immagino che anche reperire carta, colori, colla e cartoni possa essere stato complicato.

Secondo questo articolo Banksy sarebbe stato individuato dalle autorita’ israeliane, sarebbero persino stati sparati alcuni colpi di arma da fuoco in aria. Ma a quanto sembra non sarebbe stato ne’ arrestato e la sua identita’ non sarebbe stata compromessa. Suona un po’ strano se lo si confronta con quanto avvenuto in altre occasioni di “proteste” straniere da quelle parti. Cosi’ come pare strano che le opere non siano state immediatamente rimosse (molte sono tutt’ora presenti) considerando proprio la loro popolarita’.

Nota: che cosa ho scoperto mentre cercavo materiale? Che “dipingere” il muro palestinese non e’ poi cosi’ difficile! Basta cercare “palestine wall graffiti” su flickr per trovare centinaia di esempi:

The Wall, near Qalandiya

Questo articolo era nato principalmente per la mia personale convinzione/pregiudizio che la cosa fosse molto difficile, cosa che invece si e’ rivelata falsa. Al tempo stesso altre delle considerazioni fatte rimangono per me valide, quindi in extremis salvo il post, considerando anche tutto lo sbattimento fatto :)

The movie

2010. Esce nelle sale Exit Through the Gift Shop, film-documentario su Banksy e dintorni, diretto da Banksy, che ottiene ottime recensioni.

Tra gli addetti ai lavori nascono alcune discussioni sul film: e’ vero? e’ uno scherzo dello stesso Banksy?

http://www.fastcompany.com/1616365/banksy-movie-prankumentary

(interessante il lungo commento di John Shorney)

Nota a margine: Shepard Fairey, famoso per aver realizzato il poster simbolo della campagna elettorale di Obama, e’ colui che, deus ex machina, introduce Banksy al protagonista del film.

I contenuti

I contenuti dei lavori di Bansky, per quanto ben presentati, sono “i soliti”, almeno visti nel 2011. Generici messaggi “no-global” sulla guerra, la polizia, la sorveglianza, la TV, Guantanamo, Paris Hilton, ecc.
A livello comunicativo puo’ essere efficace rifarsi a simboli condivisi ma al tempo stesso tutto rimane molto circolare: criticare i simboli del “sistema” significa comunque prendere come riferimento il “sistema”.

L’ipotesi

Puo’ trattarsi quindi di una grande Psyop? Se prendiamo a riferimento questo articolo (e quelli citati, fino al libro “La guerra fredda culturale” di Stonor Saunders), sappiamo che in passato la CIA ha utilizzato l’arte moderna come strumento di propaganda nell’ambito della Guerra Fredda per veicolare messaggi di “creativita’/liberta’” da opporre alla “rigidita’/oppressione” sovietica e per definire gli Stati Uniti come riferimento culturale/artistico mondiale.

Se si accetta la tesi che attivita’ di propaganda siano tutt’ora portate avanti da diversi organismi statali o para-statali in tutto il mondo non dovrebbe apparire cosi’ strano che anche la street-art venga utilizzata come canale di comunicazione.
A mio parere, la tv, i film e la musica vengono gia’ utilizzati in questo senso, quasi sicuramente lo sono anche i fumetti, la moda e cosi’ via.

Banksy presenta tutti i tratti dell’eroe anti-sistema hollywoodiano: eccellente, inafferrabile, intelligente, ironico e dall’identita’ segreta. Un super-eroe della street-art, una figura di riferimento per tutti i giovanissimi graffitari del mondo.
E, grazie all’anonimato, diventa anche un ideale strumento per chi volesse agire in modo appunto segreto, la stessa situazione che si crea con gruppi come i Black Block, Anonymous. Wikileaks e altre creature tanto amate dai media.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...