La strage di Utoya – aggiornamento 2

Pubblicato: agosto 6, 2011 in Uncategorized

Visto che ormai non se ne parla piu’ tiriamo lo somme con quello che abbiamo.

L’intervista al capo della “swat” Norvegese.

http://www.spiegel.de/international/europe/0,1518,778026,00.html

in cui si parla del Ruger e della Glock. Ci sono alcuni passaggi un po’ surreali. A quanto pare l’elicottero ufficiale della swat era a riparare (“serviced”). Per cui contattano i militari per poter usare i due elicotteri che al momento erano in servizio su Oslo (dove si trovava anche la swat). Alla fine pero’ salgono tutti sul “Mercedes van” e si dirigono verso Utoya. Il capo rimane a Oslo a dirigere le operazioni(?). Nel frattempo sperano di incrociare l’elicottero che li sta inseguendo e che dovrebbe essere partito piu’ o meno nello stesso momento. A tre quarti del percorso si fermano in cima alla collina, GUARDANO in cielo (“gazed skywards”) e non vedendo l’elicottero decidono di ripartire.
Era il 1891 quando iniziarno i primi esperimenti di Tesla sulla trasmissione di onde elettromagnetiche. Circa 20 anni dopo Marconi effettuava le prime prove di trasmissione trans-atlantica. Da allora i sistemi di comunicazione radio hanno fatto passi da gigante e si suppone che la “swat” norvegese almeno un cellulare lo avesse.

Quindi dicevamo, scrutano il cielo, fanno segnali con gli specchietti, qualcuno appoggia l’orecchio sui binari della ferrovia e poi risalgono tutti sul furgone.
Arrivano quindi al molo dove il poliziotto locale ha preparato tutto quanto (quindi il telefono lo hanno!) ma ha scelto una barca troppo piccola(!):
– ma come Hans, non ti avevamo detto che eravamo in 8?
– No Andres, pensavo veniste con la Punto e che foste in 5.

Insomma salgono lo stesso, il motore si rompe(!), tornano indietro, spuntano fuori ben due motoscafi (“speedboat”) talmente fighi che Andres dice “We got to the island even faster by speedboat,”. Ricordo che la distanza terra/isola la si percorre in 1 minuto e mezzo di gommone.
Nel frattempo Marcel Gleffe effettua 4 o 5 viaggi avanti e indietro salvando 20 persone, prima di essere fermato dalla polizia (immagino per la sua sicurezza).

La swat arriva sull’isola, anche qui ci sono dei particolari discutibili ma ve li risparmio. Da quello che trovano comunque si deduce che l’attentatore si sia recato sull’isola nei giorni precedenti per preparare del materiale. Il campo estivo era iniziato il 19 luglio, tre giorni prima.

http://auf.no/-/page/show/utoya?sandbox_id=1063610&ref=mst

Una domanda che rimane e’: perche’ la polizia normale non e’ intervenuta? Era disarmata? Non aveva un’arma nemmeno nel cofano dell’auto? Un conto e’ la situazione dell’individuo barricato in casa dove aspetti la swat perche’ tanto la situazione e’ in stallo. Un’altro e’ avere una sparatoria in corso, con dei civili che prestano soccorso, e la polizia che resta sulla riva a guardare. Mi stupisce persino che i cacciatori della zona non abbiano preso i fucili e una barca e non siano andati a vedere.
Si puo’ pensare che essendo la swat gia’ in arrivo sia stato dato l’ordine di non intervenire, ma la cosa mi sembra quantomeno spietata da parte della polizia (considerando poi che sull’isola si trovavano anche i figli del presidente e di altre personalita’ politiche e regali).

Tornando alle armi in articoli come questo

http://www.wjla.com/articles/2011/07/anders-behring-breivik-norway-rampage-suspect-expects-life-in-jail-64166.html

troviamo frasi di questo tipo:

“Police have said Breivik used two weapons during the rampage – both of which were bought legally, according to the manifesto. ”

Al solito, la dichiarazione della polizia viene integrata con le informazioni del manifesto e alla fine non si capisce piu’ nulla.
Come gia’ detto sto cercando in ogni modo di non considerare le informazioni del “manifesto”, altrimenti sapremmo che la richiesta per il Ruger mini l’ha fatta nel settembre 2010 e ci si potrebbe chiedere: quindi aveva un fucile da meno di un anno? Prima con cosa sparava visto che pare sia andato al poligono per due anni? Armi a noleggio? La Glock arriva a gennaio 2011. Ma il “manifesto” non voglio prenderlo in considerazione come fonte.

Secondo quest’altro articolo

http://thetruthaboutguns.com/2011/07/robert-farago/notes-from-norway-anders-breivik-european-police-and-gun-control/

“The police still don’t want to give out details.”

– Police released few additional details about Breivik’s tactics or motives. Sponheim [il capo della polizia] declined to say what kind of weapons had been used or how Breivik reached the island, though some witnesses said he used a regular ferry to cross the fjord from the mainland.

(Nota a margine: in base agli orari del traghetto non erano previste corse verso le 17. Pero’ e’ possibile che essendoci il campo estivo avessero modificato gli orari, o che abbia fatto richiesta in quanto poliziotto, anche se a bordo c’erano altri passeggeri).

Da un lato e’ dettaglio poco importante sapere esattamente quali armi siano state usate e penso che sia normale che non compaia nei giornali mainstream. Ma quando poi anche su numerosi blog e forum di armi si discute della questione mi viene da pensare che ad oggi, effettivamente, non ci sia ancora stato un comunicato ufficiale della polizia a proposito.

Morale: non sappiamo che armi abbia usato.

La notizia di esplosivi trovati su Utoya nell’auto di Breivik e’ stata nel frattempo smentita(?).

Nella rubrica delle “speculazioni libere” riporto un paio di notizie:

– They [la polizia] meanwhile said earlier on Monday they had gathered all the mobile phones, computers and cameras found on Utoeya as evidence, and were analysing them to trace the killer’s movements on the island.

Perche’ sequestrano tutti i cellulari? La si puo’ leggere in tanti modi. O perche’ e’ normale pratica o per verificare se ci fossero coinvolte altre persone o per nascondere eventuali prove di eventuali cose da nascondere.

– Il super-terrorista che, secondo il memoriale, lavorava 9-10 ore al giorno, faceva due ore di palestra, studiava come costruire le bombe, andava al poligono, andava in giro per l’europa a cercare le armi, scriveva un diario in perfetto inglese di 1500 pagine e che, al primo tentativo, mette a segno due attentati di cui uno il piu’ grande della storia…sotto sotto era un cretino:

http://www.ilpaesenuovo.it/le-news/tempo-reale/22239-1141-norvegia-incidenti-ed-errori-hanno-impedito-strage-piu-grave.html

Insomma, sbaglia a mettere la bomba e un incidente stradale gli blocca la strada. Da un lato pero’ rende il tutto piu’ credibile: qualcosa ha sbagliato pure lui.
Si noti pero’ che l’incidente stradale e’ avvenuto mentre si recava a Oslo, quindi prima della bomba.
Quindi l’incidente stradale non serve a spiegare il buco di circa un’ora nella timeline dell’attentatore: che cosa ha fatto dalle 15.35 alle 16.57 quando poi ricompare per imbarcarsi sul traghetto? La distanza Oslo-Utoya si copre in circa 30 minuti.
Invece l’articolo precedente sulla “swat” ci diceva “A traffic jam prevented him from getting there quicker, and possibly killing even more people.”. Quindi si parla di un secondo “traffic jam”? Prima incidente stradale alle 14.19, poi traffico dopo le 15.35 andando verso Utoya (e questo ci puo’ stare visto che c’e’ appena stata una bomba, anche se le 16 non e’ un orario di punta).
Ma se c’era traffico sulla strada Olso-Utoya verso le 16 poi alle 17.30 era gia’ tutto libero? Infatti il Mercedes della swat viaggia libero e spedito.
Magari e’ un errore del giornalista che ha capito male.

– L’attentatore ha dichiarato di aver telefonato alla polizia dall’isola dicendo: “missione compiuta”

http://www.hindustantimes.com/Breivik–told-cops-mission-accomplished/H1-Article1-727759.aspx

– Le dichiarazioni dei presidenti:

– “You won’t destroy us,” he said. “You won’t destroy our democracy. We are a small but proud nation. No one can bomb us to silence. No one can scare us from being Norway. This evening and tonight, we’ll take care of each other. That’s what we do best when attacked.”

Con un enorme dubbio circa la correttezza della traduzione mi colpisce l’utilizzo della forma plurale: voi chi? Dichiarazione fatta a caldo, dopo la bomba, da parte del presidente Norvegese.
Da oltremare gli rispondono:

– President Barack Obama extended his condolences to the victims of the violence in Norway, saying the incidents are “a reminder that the entire international community has a stake in preventing this kind of terror from occurring.”

http://www.politico.com/news/stories/0711/59679.html

– Questo il video da cui e’ tratto il famoso fotogramma che ritrae l’attentatore

Dal secondo 23 compare per pochissimi istanti. Sembra che l’operatore non si sia reso conto di cosa stesse riprendendo e dopo pochissimi secondi cambia inquadratura. Fortunato e sfortunato allo stesso tempo.

Fine aggiornamento.

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