La strage di Utoya – aggiornamento 1

Pubblicato: luglio 30, 2011 in Uncategorized

Confusione

Riassumo numerosi articoli scorsi in questi giorni in una parola sola: confusione.

Gli elementi “consolidati” di questa storia sono veramente pochi e, come si diceva, la maggior parte sono inquinati dal “mega diario” che descrive in dettaglio tutto cio’ che ci si possa domandare.
Se ci si fida di quello allora ottimo, sappiamo gia’ tutto: armi, munuzioni, in che data sono state acquistate e perche’. Altrimenti tutto diventa un gran casino perche’ queste informazioni vengono mescolate liberamente con quelle reali.

Prendiamo ad esempio l’arma. Dal diario sappiamo che possedeva un Ruger mini-14 che viene prodotto in diverse versioni e forse e’ proprio quello che compare nella foto con la muta da sub (foto presente in coda al diario). Sempre in questa foto il fucile monta un grosso caricatore e nella cintura potrebbe averne infilati altri. Che stesse facendo la prova bagagli?
Nelle testimonianze troviamo invece:

Then, witnesses say, he raises his assault rifle and opens fire with bursts of automatic fire.

cioe’ “raffiche di fuoco automatico” che fanno pensare ad un mitragliatore. Di fatto e’ possibile convertire il mini-14 per il fuoco a ripetizione ma in attesa di un rapporto della polizia che eventualmente lo confermi e delle foto delle armi usate questa rimane una prima incongruenza.

In tutto questo si inserisce il problema della traduzione dal norvegese:

“He had a machine gun, but it wasn’t set to automatic fire, it was on single shot. He wasn’t shooting like crazy or to make panic, he was shooting to kill people, with single bullets.”

Quanto e’ affidabile quel “machine gun”? Se il traduttore dal finlandese non ha una competenza specifica sulla terminologia delle armi e’ possibile che un fucile automatico, a colpo singolo, sia diventato una “machine gun” solo perche’ automatico.
L’espressione “bursts of automatic fire” pero’ sembra molto meno ambigua.

Abbiamo poi la testimonianza di Roberg-Larsen

People at the camp said the man arrived Friday on the boat that ferries visitors across the 3/4-mile of water from the mainland and told campers that he was carrying out a security check”[..].
“After just a few minutes, he took a handgun and started to shoot people,” Roberg-Larsen said. “A panic broke out; people tried to hide; some jumped into the water and tried to swim ashore.”

Dalla quale sembrerebbe che il primo attacco sia stato invece portato con una pistola.

L’informazione relativa al servizio militare e’ anche quella dibattuta: c’e’ chi dice abbia svolto il servizio di leva e c’e’ chi dice sia stato esentato.

E cosi’ per tutto il resto. Le vittime sono 68 e 66 feriti, ma io non ho trovato dettagli che si possano utilizzare per ripetere il calcolo iniziale in modo piu’ preciso.

Ci vorra’ probabilmente qualche settimana prima che arrivino informazioni piu’ precise.

Frammenti sparsi

Riporto un po’ di voci sparse trovate in giro:

Quanti erano?

Norwegian police have evidence that at least two terrorists have shot against the visitors on Utoya island, Norwegian public television announced.
Journalists from the television channel reported that many of the victims interviewed told for two strikers, not one, as considered so far.

– bt.no get last night announced that the perpetrator was talking in the headset during the massacre. This will be a number of eyewitnesses have observed. Whether this indicates that more can be shot, is still an open question.
– A 23-year-old neo-Nazi from Paradise is in custody after police found two pistols, one kg explosives and two police uniforms with him.

Lento o veloce?

– “He saw someone run into their tent and he just slowly went to the tent, opening it and shot the people in the tent. He had been very prepared for this. He said he would kill us all and everyone shall die.”
– He approached, two metres away. He was kicking people to see if they were alive or dead.
– Anche lui, come tanti altri testimoni, parla della freddezza con cui Breivik ha concretizzato il suo piano: “Era così calmo, camminava in giro, non ha mai corso, non ha mai urlato”
– Others who played dead were killed where they lay by the meticulous killer who checked his victims for signs of life before moving on, roaming the island and shooting everyone he could find
– Witnesses say the gunman enters a village of tents, the residential heart of the weeklong retreat, and spots desperate individuals hoping he’ll spare them if they run back inside their homes. But the killer is seen working his way tent by tent, shooting many point-blank, one by one.

Abbiamo poi la telefonata

– We were informed by radio of a bombing in Oslo, so we gathered all 700 people on the island together to tell them.
A couple of minutes later we got a phone call to say one policeman was coming on to the shore to see us[…]
I went to the coffee shop to get supplies for everyone. I then heard gun shots and could see people running. As they were running, they were shot in the back.[…]
I ran through the campus to the tent area. I saw the gunman – two people started to talk to him and two seconds later they were both shot.
– When he arrived, about 600 people were there, most gathered in the main assembly building for a briefing on the bombing. Many came from political families and were frantically trying to get a hold of relatives who worked at the site of the blast.
– When he arrived, about 600 people were there, most gathered in the main assembly building for a briefing on the bombing.

In qualche modo pare che la notizia non si sia diffusa immediatamente per l’isola, ma il “trucco del poliziotto” sia stato utilizzato piu’ volte.

La media

La media e’ una bestia strana. Riuscire a mantenere una buona media significa lavorare bene per tutto il tempo come chi abbia provato a fare un record di velocita’ sa bene. E basta un piccolo rallentamento per rovinarla in modo irreparabile.
Vediamolo con degli esempi. Se l’assassino avesse fatto 20 vittime nel primo minuto si sarebbe ritrovato con una media, fino a quel momento, di 20 al minuto. A quel punto avrebbe dovuto pero’ difenderla per i restanti 89 minuti eguagliando in ogni minuto il risultato.
Se gia’ avesse impiegato 2 minuti prima di trovare la vittima successiva sarebbe sceso a 7. Altri 4 minuti a vuoto e siamo a 3 di media. Di nuovo da conservare per 83 minuti.
In pratica il fatto che in alcuni momenti possa aver trovato piu’ persone raggruppate non esclude il fatto che nel resto del tempo debba di fatto aver conservato una media molto vicnia a quella finale.
Se ad esempio avesse fatto 20 vittime al primo minuto e poi una ogni minuto la media finale sarebbe stata di 1,21. Se anche aggiungessimo altri due gruppi da 10 la media diventerebbe 1,41. In pratica gli 87 minuti restanti sono talmente tanti rispetto ai 3 eccezionali che condizionano moltissimo il risultato finale.

Il punto del discorso e’ che una media di una vittima al minuto implica che questa sia stata “rispettata” per tutto il tempo. I “picchi” sicuramente aiutano, ma non riescono a stravolgere questo fatto.

In attesa di numeri piu’ precisi sospendo il giudizio: se tante cose adesso dubbie fossero andate in un certo modo (numerosi affogati, pochi feriti da arma da fuoco, ecc.) sarebbe in fondo anche possibile che abbia fatto tutto da solo.

Qui c’e’ una ricostruzione del percorso fatto (in giro ce ne sono altre leggermente diverse)

Un eventuale prossimo aggiornamento se e quando ci saranno informazioni migliori.

P.S.
Alcune citazioni non sono linkate perche’ mi sono dimenticato di farlo. Se volete risalire all’originale potete prendere un frammento significativo del testo e cercarlo su google.

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