Rivoluzioni

Pubblicato: maggio 23, 2011 in Uncategorized

Avviso che questo post sara’ un po’ confuso, e’ frutto di un paio di mesi di riscritture, cancellazioni, revisioni.

Tutti sappiamo delle rivolte del Maghreb e dintorni e dell’invasione, pardon, missione umanitaria in Libia. Non e’ chiarissimo come mai le rivolte non si siano estese molto oltre, al sud-est asiatico o altri. Forse che non abbiano facebook?

Sappiamo per ragionevolmente certo che ci sono organizzazioni pro-democrazia che operano, ad esempio il NED in Egitto, ricevendo un milione e mezzo di dollari di finanziamenti l’anno o il POMED. Per fare cosa? Per informare la gente sui vantaggi della democrazia, sui diritti umani e cose simili. In senso stretto li si dovrebbe classificare come gruppi eversivi (“Che mirano a rovesciare o a distruggere l’ordine costituito di uno Stato”), alla faccia della dura censura e repressione.
Immagino che queste organizzazione facciano un’onesta opera di proselitismo: basandosi su una smisurata produzione hollywoodiana che raffigura l’occidente come il mondo dei sogni hanno gioco facile a fare presa e basta poi un giro in un qualsiasi paese europeo per vedere lo sfavillare di auto e telefonini. O anche semplicemente dare un’occhiata ai turisti in vacanza.
Perche’ in Europa si sta meglio su molte cose, magari meno di quello che ci si aspetta, ma cmq tante. E parlo ovviamente dei paesi “ricchi”, quelli dove la gente ha l’acqua a meno di un km da casa.

Ma perche’ in Europa e in pochi altri paesi del mondo si sta meglio? Riassumo brevissimamente la mia visione:

I paesi “sviluppati” hanno:
– risorse naturali: clima, terreno fertile, legna, minerali, ecc.
– depredato sistematicamente per centinaia di anni altri paesi: risorse, mano d’opera (schiavi)
– sfruttamento della posizione dominante: colpi di stato, pressioni economico/militari, fomentare guerre, ecc.
– moneta forte (giustificato o meno che sia. Espressione usata in senso lato per comprendere anche rating, ecc.)

I paesi meno “sviluppati” hanno:
– poche risorse naturali “importanti” (alcuni magari hanno l’uranio o i diamanti ma non hanno l’acqua)
– vengono depredati di tutto il depredabile da almeno 500/1000 anni (uomini in salute, oro, uranio, petrolio, diamanti, ecc.)
– tenuti in stato di guerra permanente per meglio essere depredati
– moneta debole

Data questa premessa mi chiedo: ma il governo che hanno e’ la causa o la conseguenza della loro situazione? Di certo la democrazia non puo’ far crescere l’erba nel Sahara. Dopo questo truismo degno della peggior PNL chiarisco meglio.
Un governo democratico migliorerebbe davvero le loro condizioni di vita?

Il passaggio dalla monarchia alle prima repubbliche in europa ha coinciso con la prima rivoluzione industriale, con la nascita del proletariato (sia filosoficamente che fisicamente, raggruppato in massa nelle fabbriche), scoperte scientifche varie, insomma, difficile districare, almeno per me, cosa sia causa, cosa conseguenza, cosa remi a favore e cosa contro i miglioramenti reali nella vita della persone (malattie, istruzione, ecc.).
Molto bello questo video sull’evoluzione dell’aspettativa di vita nei diversi paesi negli ultimi 2 secoli.

Il sogno democratico (inganno o meno che sia nella sostanza) e’ facile che nasca nella gente. Vedo quello che e’ ricco, tizio mi dice che e’ grazie alla democrazia…bhe…quasi quasi ci credo. E poi l’idea di poter eleggere e cacciare i propri governanti suona bene.
In altre parole la loro situazione economica/sociale/educativa si sta sviluppando al punto tale da richiedere una forma di governo piu’ adatta (piu’ falsa/nascosta?). Sid Meier docet. O forse e’ semplicemente una questione numerica: la dittatura/monarchia funziona fino a tot milioni di persone alfabetizzate, poi si cambia. Immagino ci siano numerosi studi seri su questi argomenti.

Facciamo un lungo passo indietro. Il motivo per cui un faraone riusciva a restare al potere non era perche’ i suoi soldati erano molto cattivi: il motivo era aver convinto tutta la popolazione del suo diritto divino a governare. A quel punto per il popolo diventava difficile in primo luogo ipotizzare una rivolta. Lo stesso per le monarchie europee e il “sangue blu”. “Io so’ io…e voi non siete un cazzo” era un’idea radicata nella popolazione stessa, piu’ o meno come oggi il rapporto tra la gente “qualsiasi” e i vip.
Oggi per noi e’ molto radicata l’idea che al governo debba andare una persona eletta. Piuttosto che una “estratta a sorteggio” (alla Solar Lottery di P.K. Dick), piuttosto che tramite un super esame/test di intelligenza, tramite un suffragio parziale e cosi’ via. In qualche modo piu’ o meno cosciente accettiamo questo sistema come valido se non ottimo.
Questo e’ vero anche rispetto a molte altre nostre aspettative: quando lottiamo per i diritti sul lavoro pretendiamo di lavorare 8 ore e di essere pagati il giusto. Non, ad esempio, di lavorarne 4 e di essere pagati uguali, cosa che probabilmente sarebbe economicamente possibile (ridistribuendo opportunamente gli stipendi tra le varie fasce/caste). La nostra massima aspirazione e’ cmq una piccola variazione rispetto allo status quo. Recentemente si “lotta” per non perdere i propri diritti piuttosto che per acquisirne di nuovi.
Tornando al nostro faraone la situazione e’ simile: il popolo ha poco ma in qualche modo si autoconvince di aver diritto solo a quel poco, o a poco di piu’ e che sogna di piu’ e’ un matto o un idealista.

La monarchia tutto sommato aveva un vantaggio: mediamente sapevano governare visto che sin da giovani venivano formati per quello ed erano inseriti in un contesto specializzato e di lunga tradizione, un po’ come un medico e’ inserito in un ospedale o un generale nel sistema militare. A differenza dei partiti che hanno strutture piu’ o meno volatili e composte da personaggi spesso improvvisati. Anche escludendo dentisti e avvocati “di corte” e considerando soltanto i politici “veri” quelli che hanno militato nel partito sin da giovani troviamo comunque persone che non hanno avuto una formazione formale e specialistica di governo, per il semplice fatto che tale scuola, che io sappia, non esiste.
Vero e’ che la “macchina statale” esiste e funziona a prescindere dagli eletti di turno, ed e’ il motivo per cui le strade continuano ad essere rifatte e la tasse riscosse nonostante ultimamente vengano elette delle bestie vestite.
Altro grande vantaggio della monarchia era quello di avere requisiti minimi nei confronti della popolazione per funzionare. Per confronto la democrazia richiede: canali di informazione funzionanti per presentare i diversi candidati, soldi e tecnologia per i seggi (stampa delle schede, ecc.), alfabetismo minimo dei votanti perche’ riconoscano i simboli e le domande nei referendum. In assenza di questi elementi la democrazia non e’ praticabile.

Tutto questo, per tornare in tema, che la forma di governo presente in un paese e’ profondamente legata alla situazione specifica di quel paese, con la quale co-evolve.

Il nord Africa ha avuto una forte crescita demografica recentemente, con un raddoppio negli ultimi 30 anni: questo crea disoccupazione (in attesa che nuovi investimenti arrivino per sfruttarla) e abbassa l’eta’ media della popolazione (che ha piu’ energie, meno da perdere, ecc.). Il livello di istruzione e’ aumentato con molti nuovi laureati, i canali di informazione si sono sviluppati presentando ammiccanti alternative alla situazione attuale. Questo crea il substrato per un cambio di regime.

Di fondo pero’ rimane il dubbio se sara’ il cambio di governo in se’ a portare benefici, in che termini, e con quale contropartita.

Si assume spesso che democrazia significhi piu’ ricchezza e anche una piu’ uniforme distribuzione della ricchezza ma in alcuni paesi democratici questa uniformita’ non c’e’.
Non voglio poi aprire il tema della censura e liberta’ di espressione e protesta nei paesi occidentali ma anche su questo ci sarebbe molto da dire. Un esempio al volo:

http://canaledisicilia.blogspot.com/2011/03/bar-vs-media-1-0.html

Tornando a noi, le rivoluzioni pilotate sono cmq anche rivoluzioni popolari. Anche se sicuramente ci saranno 10/20 mila persone pagate per manifestare (es. Marcia Verde, Marocco) queste non vengono attivate a meno di non aver preparato il substrato necessario affinche’ altrettante aderiscano spontaneamente. Penso che senza un supporto reale, anche parziale, del popolo una rivoluzione non possa svilupparsi.
In Iran, nonostante lo spiegamento massiccio di forze, sono rimasti fregati e forse lo stesso sta avvenendo il Libia (che fosse la “NATO” o semplici organizzazioni iraniane pro democrazia). E il substrato lo si prepara con tanto lavoro di onesto proselitismo stile chiesa, testimoni di geova e soci.
La scelta dei paesi su cui investire risorse in propaganda e’ fatta anche in base alla situazione pre-esistente. Nazioni povere stremate dal crollo dell’unione sovietica, zone instabili a causa della crescita demografica e dell’aumento del costo del cibo (naturale o pilotato che sia).

Troppi argomenti assieme da sviluppare, una raccolta di spunti piu’ che altro.

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