Shock therapy

Pubblicato: agosto 10, 2009 in Uncategorized

Tempo fa ho letto con interesse i due articoli tradotti da Gianluca Freda, riportati in coda, sui primi studi del Tavistock sugli effetti dello shock sulla psiche umana, di come un grave shock, come ad esempio quello causato da una guerra, possa indebolire le normali difese psicologiche fino ad uno stato di debolezza e sottomissione.
Sullo stesso tema il video di Naomi Klein The Shock Doctrine.
Di sicuro interessanti, ma fino ad ora non era mai scattato il meccanismo che mi abbia fatto riconoscere, a torto o a ragione, questi meccanismi nella realta’ di tutti i giorni.

E l’altro giorno, dopo una breve discussione la sera precedente su quali possano essere stati i motivi per l’omicidio di J.F. Kennedy, mi e’ capitato di rivederne il filmato e, seppure non fosse la prima volta che lo vedevo, ne sono rimasto piuttosto impressionato. In pieno giorno, alla luce del sole, accanto alla moglie, un presidente amato e positivo. E allora forse ci si deve chiedere non soltanto perche’, ma anche perche’ in quel modo.
Potevano probabilmente esserci occasioni migliori, piu’ semplici che sparare ad un bersaglio in movimento da una distanza significativa.
Allora forse il vero motivo dell’attentato lo si trova proprio nel modo, nella forma ovvero nello shock causato sul pubblico. Non nel Vietnam, non la Fed o altro.

Cosi’ come certamente e’ stato, ancora piu’ evidente, per l’11 settembre: che interesse poteva esserci nel demolire due edifici? La spiegazione la si trova nel trauma, nel senso di impotenza e paura che non ti fa uscire di casa e ti impedisce di prendere decisioni. Quello che viene messo in atto poi non e’ necessariamente legato all’elemento utilizzato, non e’ necessario.

Se alcuni attentati italiani li si puo’ ricondurre alla necessita’ di screditare la sinistra nel contesto della Guerra Fredda, e’ possibile che molti altri (Piazza Fontana, Bologna) avessero uno scopo piu’ ampio e generico: traumatizzare le persone per prepararle all’avvento del capitalismo/consumismo e della tv privata.

L’aumento di violenza nei film e in televisione e’ probabilmente dovuto allo stesso motivo (mi riferisco in particolare ai “blockbuster” o alle grandi produzioni per le masse).

A intervalli piu’ o meno regolari una serie di grandi eventi traumatici vengono messi in scena come una scarica di elettroshock. Alcuni eventi mondiali, altri nazionali. Alcuni provocati, altri naturali e semplicemente sfruttati.

Sono passati 8 anni dall’11 settembre 2001. Che sia gia tempo per un’altra scossa, magari con l’influenza suina?

TV e  Tavistock – prima parteseconda parte

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